L'«orco» colpisce ancora: violentato un tredicenne

Non era la prima volta che Gerardo C., 46enne di origine salernitana ma residente a Milano, adescava minorenni. L'uomo ha precedenti specifici e ha già scontato una condanna a due anni (pena sospesa). I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Milano lo hanno arrestato martedì per aver avuto rapporti sessuali con un ragazzino di appena 13 anni che aveva adescato su un social network.
Secondo i militari, l'uomo avrebbe abusato sessualmente del ragazzino di origine latino-americana in almeno due occasioni (nella sua auto e nella sua abitazione) nell'estate del 2011 sempre a Milano. Solo quest'anno il ragazzino, oggi 15enne, si sarebbe confidato con la madre che ha sporto denuncia. Le indagini dei carabinieri hanno confermato il racconto della vittima.
Purtroppo casi di questo genere, episodi di pedofilia «facilitati» dall'uso dei social network, sono sempre più frequenti. Lunedì un arresto fotocopia è stato eseguito a Busto Arsizio (Varese) dai carabinieri della locale compagnia. Un 39enne italiano, pure lui con precedenti specifici e residente a Milano, è finito in cella per adescamento, corruzione di minorenne, pornografia minorile e resistenza a pubblico ufficiale. Utilizzando un noto social network con il nickname di «Dottor Amore», il pedofilo ha contattato nei giorni scorsi un ragazzino di 12 anni bustocco e, dopo un iniziale scambio di foto a sfondo sessuale, ha deciso di organizzare un incontro con la giovane vittima con il chiaro intento di consumare un rapporto sessuale. Venuti a conoscenza dell'appuntamento, i genitori del minore hanno fatto immediatamente denuncia ai carabinieri che hanno bloccato l'uomo che lunedì si era recato puntualmente sul luogo del previsto incontro con la sua giovane vittima. A casa sua i militari hanno rinvenuto vario materiale pedopornografico.

Commenti

paolodb

Gio, 25/07/2013 - 08:11

Due anni e pena sospesa? Praticamente gli hanno detto "prosegui così".

Giorgio5819

Gio, 25/07/2013 - 08:58

Certo la "colpa" è di internet, facilita l'attività di adescamento a questi soggetti.Non è per caso colpa di chi li lascia circolare liberamente? Precedenti per lo stesso reato ma pena sospesa (..!?) Aspettiamo che la prossima vittima si ribelli e che questo soggetto la sopprima, poi ci svegliamo e lo sbattiamo in galera. In Italia ormai si processa e si condanna solo chi ti può dare visibilità mediatica.