Ladri e mercati, business delle bici rubate

Furti in Gae Aulenti e Darsena. Da Cuoco a Porta Ticinese, ecco le piazze dove si rivende

Michelangelo Bonessa

Trova due bici invece di una. E sono due bici che gli erano stare rubate. Igor, elettricista di 26 anni, è stato il protagonista di una storia doppiamente fortunata grazie alla sua collaborazione con le forze dell'ordine. Quando all'inizio dell'anno ha visto il suo mezzo in offerta su internet, lui e gli agenti hanno teso una trappola al mariuolo che aveva messo l'annuncio online. Così ha scoperto che il complice del ladro aveva accompagnato il suo sodale all'appuntamento in sella a una bici che era stata sottratta a Igor qualche tempo prima. E in un colpo ne ha recuperate due.

Un piccolo tesoro per lui che partecipa alle manifestazioni del gruppo Critical Mass con uno stereo montato sulla sua due ruote. Una storia singolare, ma che ormai non è più tanto un'eccezione: per limitare un fenomeno che si stima conti 18mila furti all'anno è stata creata una speciale squadra della polizia locale milanese che sta iniziando a funzionare. Il traffico però è quanto mai vivo, le zone più colpite sono piazza Gae Aulenti e la Darsena, anche grazie ad alcune reti fisiche e virtuali. Da una parte una serie di piccole attività, più o meno ufficiali, in cui si possono vendere bici e non si fanno domande. Come quella dietro una saracinesca nascosta in una corte interna del nord cittadino, o un'altra nella zona della Darsena o infine alcuni baracchini ufficialmente specializzati in un altro commercio. Poi ci sono i mercatini in cui le stesse forze dell'ordine hanno spesso consigliato ai derubati di controllare: i nomi sono noti a tutti, Porta Ticinese, piazza Tirana, piazzale Cuoco e via così per un totale di una decina di punti «caldi». Però è dalla parte di internet che c'è più frenesia: fioriscono le pagine Facebook e le offerte su alcuni siti di compravendite molto noti. Migliaia e migliaia di annunci, talvolta riconducibili alla stessa persona: è il caso di una donna che ha pubblicato 2.700 post. Però anche le contromisure come il presidio virtuale in cui la squadra di vigili pubblica le foto dei mezzi recuperati, o «Bici rubate a Milano - segnalazioni e avvistamenti» creata da Marco Delledonne, un giovane milanese che ha visto la sua idea espandersi rapidamente in altre città, che conta 1.821 membri. Oltre a consigli su come comportarsi in caso di furto, ci sono altre informazioni disponibili sulla pagina come la lista degli undici mercatini in cui non comprare le bici perché «sospetti».

Il combinato disposto di azioni sul piano fisico e su quello tecnologico ha portato anche a iniziative come le velostazioni aperte in corrispondenza di due stazioni delle Ferrovienord: parcheggi recintati in cui si può accedere solo con tessera magnetica. Un sistema semplice ed efficace per limitare l'azione dei manolesta che ha caratterizzato alcune piazze milanesi: «Basta vedere Lambrate - commenta Delledonne - ormai sono tutti catorci perché si spera di essere risparmiati». Ma anche un nuovo sistema di controllo applicato dallo storico rivenditore Rossignoli, dalla catena Decathlon e da un altro rivenditore di Monza: si associa a ogni bici a un proprietario e un numero identificativo, in un caso viene punzonato direttamente sulla bici.

Grazie a questa idea sono state recuperate molte due ruote, alcune anche prima che il derubato si accorgesse del furto come accaduto questa estate.