Ladro specialista in chiese arrestato a Sant’Eustorgio «Sono il nipote del prete»

Era specializzato nei furti in chiesa: spacciandosi per «il nipote del parroco», era solito affittare una stanza in un alberghetto di provincia - quella di Sondrio la più amata - e s’intrufolava nella parrocchia locale per mettere le mani sulle cassette delle offerte. Dopo averle scassinate, ed essersi impossessato di qualche centinaio di euro, spariva dalla chiesa e dalla circolazione, naturalmente senza mai pagare la stanza dell’hotel.
Luciano Riccardo Mauri, 40enne milanese con una lunga sfilza di precedenti - oltre che per furto, anche per stupefacenti (4) e persino, in un caso, per violenza sessuale -, già arrestato più volte dai carabinieri, nella notte tra giovedì e venerdì ha tentato il colpaccio nella basilica milanese di Sant’Eustorgio. Dove i poliziotti del commissariato Ticinese lo hanno catturato mentre cercava di fuggire dopo aver forzato l’ingresso posteriore della basilica e aver creato anche danni alla chiesa. Avvertita dal responsabile polacco della basilica, la polizia ha trovato Mauri nascosto dietro un divano. Addosso aveva un voluminoso mazzo di chiavi, quelle di tutte le stanze della parrocchia e persino del museo di Sant’Eustorgio, e 200 euro che il ladro ha prontamente consegnato, addossandosi ogni responsabilità. Il grosso del malloppo - circa 600 euro, rubati dalle cassette delle offerte - gli investigatori l’hanno ritrovato però solo più tardi, a Baggio, addosso al complice 36enne di Mauri. Un «compare» decisamente poco affidabile visto che è invalido al cento per cento a causa di una forma di schizofrenia cronica. E proprio per questa sua malattia la polizia lo ha semplicemente denunciato. Mentre al commissariato si aspettano che, una volta fatto il conto totale dei danni provocati dai due balordi, dalla basilica qualcuno vada a sporgere denuncia.
L’arresto per il quale però Mauri è più noto avvenne in Liguria e risale al 18 agosto 2010. Quando una governante di villa Bonomi Bolchini, affacciata sulla baia di Paraggi, nel comune di Santa Margherita Ligure (Genova) - un piccolo castello di proprietà della famiglia Berlusconi - lo notò mentre, dopo aver scavalcato il muro di cinta ed essersi aggirato all’interno del giardini, aveva raggiunto alcuni locali adiacenti alla villa. Il ladro, infatti, quando venne bloccato, era appena riuscito a entrare in una dependance all'interno della proprietà. Fu davvero «sfortunato»: l’alloggio in cui era riuscito a intrufolarsi è infatti occupato abitualmente dalle guardie, dalle governanti e dai domestici della vasta tenuta. Così, varcata la soglia, Mauri si era trovato di fronte un nugolo di vigilantes, guardie del corpo e, appunto, una governante. Nella tenuta, quella sera, c’erano Piersilvio Berlusconi e Silvia Toffanin che però non si accorsero di nulla.
Bloccato dagli uomini della sicurezza, intervenuti proprio su richiesta della governante, Mauri anche allora non fece resistenza. Più tardi, davanti ai carabinieri della compagnia di Santa Margherita che lo arrestarono per tentato furto, spiegò di non sapere che la villa fosse di proprietà della famiglia dell’allora premier Berlusconi e di esservi entrato per cercare di prendere qualcosa perché aveva bisogno di denaro.