L'Africa che corre e cerca «un posto nel mondo»

Un posto nel mondo può essere ovunque ma quando il filo conduttore è quello della corsa, l'Africa diventa il posto dove spesso tutto comincia. Un posto «obbligato». E da lì si parte per raccontare storie di corsa che però sono ovviamente anche molto altro, molto di più. Sono tre gli appuntamenti per gli amanti del running, ma per chiunque abbia la voglia di appassionarsi, da non perdere all'interno della rassegna varesina «Un posto nel mondo» che propone tre film-documentari per approfondire il contesto della corsa in Africa e non solo. Il diverso approccio culturale, le motivazioni, gli aspetti tecnici, il suo impatto sociale e il suo valore di riscatto faranno da corollario alle immagini e ai racconti. Una rassegna che è un po' la continuazione di qell'«Ottobre Africano» che l'ha preceduta e che è stata realizzata in collaborazione con l'Atletica Gavirate, l'Atletica Tradate e Africa&Sport, la onlus varesina che, proprio attraverso lo sport, si impegna ormai da anni a sensibilizzare, coinvolgere e sostenere concretamente progetti di inclusione sociale in Africa, Etiopia, Kenya ed Uganda.

Si parte dagli altopiani del Kenya per passare a quelli dell'Etiopia ed arrivare infine anche in Italia. Si parte da Geoffrey Kipsang Kamworor, proprio domenica secondo alla New York City Marathon ma grande interprete a livello mondiale delle corse campestri e di quelli in pista. La sua vita e la sua storia sono al centro del film documentario «The Unknown Runner» in programma giovedì 5 novembre a Varese alle ore 20,45 nella Sala Conferenze «GraneroPorati» dell' Università degli Studi dell'Insubria, in via Dunant 3. Al termine della proiezione seguirà un dibattito ed un approfondimento tecnico con il professor Silvano Danzi, tecnico del Comitato Regionale della Fidal. Poi si continuerà Tradate una settimana dopo, giovedì 12 novembre (ore 20:45, Cinema Grassi, via Bianchi 1) dove verrà proiettato il profondo e filosofico «Trascend», ritratto di Wesley Korir passato dal mondo della maratona a quello politico e oggi membro del Parlamento del Kenya. La determinazione di Wesley sarà il tema conduttore della serata che però proprio su questa dimensione porterà a conoscere e a scoprire anche un atleta di casa notra, Jacopo Peron, che con fatica e passione si sta facendo notare a livello italiano ed internazionale. Il ciclo si concluderà infine giovedì 26 novembre a Gavirate (ore 20:45, Sala Consiliare del Comune di Gavirate, via De Ambrosis) con il documentario «Yema e Neka», la storia di una famiglia italiana che si apre ad accogliere 9 ragazzi etiopi. Due di loro, Yema e Neka, corrono, vincono e battono record. Sono figli dell'altopiano e allo stesso tempo della nuova Italia che si profila all'orizzonte. Gli interventi del regista Matteo Valsecchi e di Silvestro Pascarella, ex atleta, giornalista de «La Prealpina» e padre adottivo di una bambina etiope, proveranno a spiegare quel legame profondo tra l'Italia e l'Africa che trascende ogni barriera sociale, culturale e ci porta a gustare l'essenza delle cose.