L'agnello è in estinzione. Dai menu

Un ristorante su quattro ha tolto dalla lista dei cibi i piatti tradizionali di capretto

Jessica Bordoni

Pasqua a casa o al ristorante, questo è il dilemma. La Fipe, Federazione nazionale dei pubblici esercizi, stima che circa 3,7 milioni di italiani domani pranzeranno fuori, con un piccolo ma significativo aumento del +1,5% sullo scorso anno. L'altro dato importante riguarda il menu: secondo le previsioni, infatti, un'insegna su quattro non servirà né l'agnello né il capretto. Se è vero che la campagna «Lamb free» raccoglie sempre più consensi tra le file dei vegetariani e degli animalisti, c'è però anche chi si schiera sul fronte opposto, in difesa degli allevatori. È il caso dell'iniziativa «Salva un pastore», che promuove l'acquisto di carne Dop e in particolare di quella proveniente dalle zone terremotate di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.

Polemiche a parte, il pranzo di Pasqua resta un must irrinunciabile per gli italiani e anche i milanesi si preparano al lungo weekend festivo concedendosi qualche giorno all'insegna del relax, del divertimento e, perché no, del buon cibo. In città sono molti i ristoranti che restano aperti domani a pranzo e alcuni chef hanno concepito un menu speciale per l'occasione.

C'è chi rimane saldamente legato alla tradizione meneghina e non rinuncia alla torta pasqualina, all'insalata di nervetti e alle uova sode, mentre i più creativi stupiscono con abbinamenti insoliti e sfidano i grandi classici rivisitando in chiave moderna ora l'agnello ora la colomba. La tendenza generale, come sottolinea la Fipe, va nella direzione del biologico e nei prodotti legati alla filiera corta, che saranno presenti nel 40% dei nostri locali. Per chi non ha ancora deciso dove trascorrere il pranzo di Pasqua, ecco allora un utile vademecum degli indirizzi più interessanti, tra stellati, proposte «casual» e insegne fuoriporta. Ce n'è davvero per tutti i gusti.