L'allarme del Giambellino: «Ormai è vietato agli italiani»

I residenti protestano con l'assessore Rozza: degrado e risse, chiediamo telecamere e un presidio di sicurezza

Michelangelo Bonessa

Dal Giambellino delle canzoni a quello della paura. L'attenzione si concentra sul degrado di piazza Tirana, ma è tutta la zona una volta nota per le canzoni di Giorgio Gaber che è sotto stress. «Ormai è vietata agli italiani», dicono i residenti del Municipio 6 corsi a presentare le proprie rimostranze all'assessore alla Sicurezza Carmela Rozza. «Vorremmo un presidio fisso della polizia locale o dell'esercito per contrastare il degrado che c'è sia in Tirana, sia in largo Balestra e nelle zone limitrofe e un maggior uso di telecamere e interventi ad hoc per combattere il fenomeno delle discariche abusive - ha affermato Cesare Busoni del comitato Tirana-San Cristoforo -. Infine vorremmo segnalare il problema dell'uso e dell'abuso dell'alcol che crea problemi in questi quartieri».

Gabriele Imparato, custode in un condominio di via Rosalba Carriera 5 ha aggiunto un altro dettaglio inquietante ai cahiers de doléance: «Da un anno a questa parte ne vedo di ogni genere, ma volevo solo aggiungere che lungo il perimetro del cortile vedo individui mettere le mani e nascondere cose, io più volte ho trovato coltelli di ogni tipo». Anche i «depositi» di armi da taglio dunque. E non è finita: «Io ci sono nata in Giambellino, quello che viviamo tutti i giorni è allucinante: da un certo orario in poi risse e ubriachi che spaccano vetri delle macchine e vetrine dei negozi - denuncia la signora Salvi, residente di fronte a largo Balestra - ormai è una situazione da guerriglia urbana, l'altra sera si tiravano le panchine, e il parchetto è adibito solo per extracomunitari. Infine ci sono situazioni come quella di un negozio di telefonia di via Giambellino che a mezzanotte tira giù a metà la saracinesca - ha concluso la donna - ci entrano molti immigrati e poi riemergono solo al mattino».

«Io ho una tabaccheria in piazza Tirana - spiega Piera Perchillo - vogliamo delle telecamere dalla parte della farmacia, inoltre vogliamo far presente la situazione di illegalità della domenica mattina: si vendono ogni genere di beni compresi gli alimentari senza il rispetto delle norme igieniche sanitarie». La replica dell'Amministrazione sono i numeri degli ultimi due mesi. Dal 1 luglio al 26 settembre sono stati effettuati 11 sopralluoghi con l'impiego di 67 agenti, 14 sequestri penali e 42 amministrativi per un totale di 717 pezzi e 17 denunce a cui è stato data risposta. Un primo passo, secondo i piani dell'assessore. I problemi però non finiscono qui. C'è l'autorimessa dell'Atm che riversa ogni mattina decine di autobus sulle strade intasando la circolazione: i cittadini hanno chiesto a gran voce una sede promiscua per evitare l'intasamento. Così come la casa cantoniera di piazzale Cristoforo occupata dai rom, o il degrado della zona di via Brunelleschi. E l'occasione è stata buona anche per richiamare l'attenzione dell'Amministrazione sui mercatini del baratto, diventati «della merce rubata» secondo Rozza che al proposito ha annunciato una svolta: «Voglio cambiare la delibera, abbassando la soglia massima del prezzo degli oggetti in vendita: oggi è a 300 euro, una cifra troppo alta per un mercatino che si chiama del baratto». Una stretta per aggiustare una scelta della passata Amministrazione: i mercatini furono istituiti dalla giunta Pisapia nel 2012.