Dopo l'alluvione, lo scaricabarile

Quasi 8 ore di piena, quella di ieri è stata un'esondazione record. Il Seveso ha impantanato Milano e le istituzioni. Ma mentre vigili, protezione civile e cittadini erano impegnati a svuotare negozi, cantine e alloggi al pianterreno dall'acqua e dal fango, il Comune già alle 10 si concentrava su un altro scaricabarible. «La Regione non ha emesso alcun avviso di criticità». É l'assessore alla Sicurezza Marco Granelli a fare l'avvocato del sindaco mentre contro Pisapia impazzano sul web accuse e ironie . La replica della Regione arriva solo quando le acque sono rientrate a livelli di guardia: «Il Comune sa benissimo che una precipitazione di tale portata su Milano era imprevedibile e incontrollabile, siamo intervenuti tutti prontamente e abbiamo lavorato prima di parlare, mentre altri hanno trovato il tempo di uscire con dichiarazioni polemiche durante l'emergenza». Nel pomeriggio in Consiglio il sindaco chiede finalmente scusa ai milanesi per i danni, promette risarcimenti (dovrebbe chiedere lo stato di calamità) ed è costretto ad ammettere che «forse era proprio impossibile prevedere quanto è accaduto». Il centrodestra lo contesta in aula con maschere da sub e canne da pesca.