Lambrate, cimitero a rischio sciopero

Rischio di chiusura oggi per il cimitero di Lambrate dopo la convocazione di un'assemblea di quattro ore (dalle 8 alle 12) a cui parteciperanno i lavoratori. Una protesta contro l'intenzione del Comune di appaltare alcuni servizi ai privati, a cominciare da quello della cremazione i cui numeri sono in costante crescita.

«I lavoratori del settore Servizi funebri e Cimiteriali - si legge nella nota dei sindacati - continuano nella lotta contro la privatizzazione del servizio di cremazione». Perché, spiegano i dipendenti del Comune, «ancora oggi non conosciamo le motivazioni che spingono il sindaco Giuliano Pisapia, l'assessore Franco D'Alfonso e la giunta ad appaltare tutto il servizio di cremazione, nonostante la forte contrarietà espressa dai cittadini con migliaia e migliaia di firme, dai consiglieri nelle commissioni consiliari e dal consiglio comunale». E proprio in aula lo scorso 26 gennaio era stato votato un ordine del giorno firmato dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori contro le annunciate privatizzazioni perché «il programma del sindaco Pisapia prevedeva internalizzazioni di servizi e non esternalizzazioni». Perché, spiegano, «quello funebre è un settore delicatissimo, non è soggetto a molta concorrenza e negli anni ha visto impegnata la magistratura in molte realtà dove il servizio è stato ceduto a privati, come riportano di continuo le cronache». Di qui la richiesta perché «un servizio così delicato, con il quale il cittadino viene a contatto in un momento di sofferenza, deve avere la garanzia di una gestione superiore a qualunque interesse privato e la garanzia che l'obiettivo sia esclusivamente dare al cittadino un servizio adeguato».

Nel mirino il piano del sindaco Pisapia e della sua giunta che puntano a dimezzare i costi dei servizi cimiteriali e dimezzare gli appalti per le operazioni cimiteriali, ma anche la manutenzione del verde e quella dei forni crematori. Già più volte l'assessore D'Alfonso ha sostenuto che la cremazione è esternalizzata da almeno sette o otto anni. In vista ci sarebbe solo un rinnovo del contratto, con la promessa che i dipendenti del Comune saranno tutti ricollocati all'interno del settore. Un'esternalizzazione, secondo il Comune, che avrebbe anche il vantaggio di ottimizzare il funzionamento degli impianti, visto che a settembre verranno rifatti due forni su sei con uno stanziamento di 4,5 milioni di euro. Rendendoli così operativi sette giorni su sette, mentre oggi funzionano solo cinque. Ma per i lavoratori di Lambrate, fino a quando «non ci sarà l'aggiudicazione della gara d'appalto c'è tempo per tornare indietro. Per difendere i posti di lavoro e la qualità del servizio con tariffe eque».