Lambro, riemerso un corpo Giallo sulle cause della morte

Il corpo di una donna dell'età apparente di circa 50 anni, è stato recuperato ieri dalle acque del Lambro, dopo la segnalazione di due ciclisti che stavano transitando lungo via Idro. Poche certezze al momento se non che il cadavere, in acqua da 24/48 ore al massimo e non aveva segni evidenti di ferite o traumi. Rimane un mistero la sua identità: addosso alla vittima non sono stati trovati documenti. Immediato il colegamento con il cadavere segnalato mercoledì da due operai sempre nel Lambro, descritto però come quello di un uomo.
L'allarme è stato lanciato attorno alle 13.30, quando i due ciclisti hanno notato «qualcosa» sulla riva del fiume. Si sono avvicinati e hanno scoperto trattarsi di un corpo umano, già gonfio per la lunga permanenza in acqua. Sul posto sono arrivati 118, carabinieri, polizia locale e vigili del fuoco che hanno recuperato il cadavere. Si trattava di una donna, vestita con maglietta, pantaloni e scarpe scure. Il medico legale non ha rilevato ferite d'arma da fuoco, da taglio o fratture, ma solo di escoriazioni, compatibili con il trascinamento e il rotolamento del cadavere in acqua.
Sono immediatamente iniziate le indagini per risalire all'identità della donna e alle cause del decesso. I carabinieri hanno iniziato a controllare tutte le denunce di scomparsa, risalendo ad almeno una decina di giorni, prendendo anche contatto con la redazione della trasmissione «Chi l'ha visto?». Impresa non facile, visto che la donna potrebbe vivere nelle vicinanze, come dall'altra parte d'Italia. Le condizioni del corpo hanno consentito il rilevamento delle impronte digitali, ma una sua eventuale comparazione potrà essere fatta solo se la vittima in passato ha avuto a che fare con la giustizia. Quanto alle cause del decesso, eventuali conferme potranno arrivare solo dall'autopsia. Se i suoi polmoni fossero pieni d'acqua, troverebbe conferma l'ipotesi di annegamento, mentre soli i successivi esami tossicologici, potranno escludere l'avvelenamento. Impossibile invece al momento ipotizzare si sia trattato di suicidio o incidente.
Questo ritrovamento potrebbe collegarsi con la segnalazione fatta mercoledì da due operai. Quel giorno l'intera provincia era stata flagellata da un violento temporale che aveva fatto ingrossare tutti i corsi d'acqua attorno a Milano, in particolare il Seveso, poi esondato a Niguarda. Attorno alle 12 i due videro un corpo galleggiare nel Lambro e lanciarono l'allarme. Polizia e vigili del fuoco lo cercarono a lungo, anche con un elicottero, senza però riuscire a individuarlo, date le cattive condizioni atmosferiche. La sua descrizione però non coincide con il corpo recuperato ieri. Gli operai infatti avevano infatti riferito di essere pressoché certi fosse un uomo, di carnagione chiara e capelli scuri, indossava una maglietta bianca e pantaloni corti blu. Il corpo era infatti passato sotto gli occhi dei due galleggiando di spalle, poi era finito in un mulinello che lo aveva fatto girare, permettendo di vederlo in volto. Lo avevano poi seguito per quasi un minuto, prima che la corrente lo trascinasse via. Se non si tratta dello stesso corpo, rimane ora da scoprire che sia questa seconda vittima e che fine abbia fatto.