Lanci di ortaggi, ma contestazione fiacca

Il solito teatrino di centri sociali e sindacati di base: presidio «contro il profitto»

Alberto Giannoni

Pochi, reduci di un mondo che non c'è più. Rischia di essere sempre più patetica e rituale, la contestazione che i centri sociali mettono in scena, quasi per dovere, in occasione della Prima della Scala, ogni sant'Ambrogio.

Tutta la zona intorno al teatro è transennata dal primo pomeriggio, chiusa al traffico e presidiata dalle forze dell'ordine. Nel corso della manifestazione sono stati lanciati diversi fumogeni di colore rosso e verde ed è stato esposto un grande striscione con la scritta «People before profit» (ovvero «La gente prima del profitto»), firmato dal centro sociale il Cantiere. Su un altro striscione si leggeva invece «No austerity».

Nel corso del pomeriggio, poi, è arrivato l'immancabile lancio di petardi e ortaggi. Un gruppo di militanti dei centri sociali, quindi, si è avvicinata alle transenne che delimitano il passaggio alla piazza, e dopo aver acceso delle torce hanno lanciato frutta contro i carabinieri in tenuta anti sommossa. Il momento di tensione fra manifestanti e forze dell'ordine è durato pochi minuti, e per fortuna non si sono verificate violenze.

L'adesione a questa manifestazione è sempre più ridotta, come l'impatto mediatico che riesce a suscitare. Lo ha notato un esponente del centrodestra, da sempre schierato sul fronte opposto, l'ex vicesindaco Riccardo De Corato, oggi capogruppo regionale di Fdi: « Come ogni anno - ha detto - immancabile e puntuale, ecco la classica contestazione di centri sociali e residuati della sinistra radicale in occasione della Prima alla Scala. Ma mentre molti anni fa quelle di Mario Capanna erano contestazioni serie, numerose e partecipate, questo pomeriggio si sono ritrovati in quattro gatti: qualche giovane e meno giovane dei centri sociali, qualcuno dei sindacati di base. Una presenza residuale che rende inutile il lancio di frutta e ortaggi alle nostre forze dell'ordine, perché ormai alla frutta ci sono loro, ossia i centri sociali. In queste condizioni, anche la contestazione a Matteo Renzi finisce per essere una sorta di assist involontario al Governo. Dopo Majorino che punta a requisire abitazioni private, eccoci tornare alla contestazione anche oggi in piazza Scala: ma ormai assistiamo a una pantomima, trattandosi del luogo che ospita uno dei più grandi teatri del mondo. Ma è l'unica similitudine possibile».