«Lanciamo un concorso per rifare piazza Scala»

Quando a metà dicembre si è accesa la «polvere di stelle» in piazza Scala, un gioco di luci e musica sul Salotto, le gallerie d'Italia, Palazzo Marino e teatro, qualcuno - i commercianti in primis - dissero che la bellezza della piazza non va messa in risalto solo a Natale. Non solo di effetti scenografici, ma di una «vera e propria risistemazione» ha parlato invece ieri Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di sorveglianza di IntesaSanPaolo che ha inaugurato ieri una nuova mostra nei saloni dell'ex banca commerciale d'Italia. Lo «stile italiano» dell'architetto Luca Beltrami che nel primo Novecento progettò proprio la sede della Comit, e i milanesi potranno ripercorrere il suo lavoro negli scatti esposti fino al 13 aprile. Le Gallerie d'Italia, trasformando i vecchi sportelli in museo, hanno contribuito dal 2011 a rendere (ancora) più attrattiva la piazza. Ma Bazoli insiste sulla necessità di un restyling generale in vista di Expo. «Oggi la piazza è un crocevia automobilistico - ha osservato -, un incrocio in cui bisogna stare bene attenti a non essere investiti. Sogno che, magari attraverso un concorso di idee, si possa dare una nuova sistemazione e in questo senso potremmo dare il nostro contributo». Una sponsorizzazione evidentemente, tema a cui la giunta con i bilanci in rosso è più che sensibile. Bazoli spiega di aver «già discusso» con sindaco e vicesindaco per migliorare l'aspetto di una delle piazze centrali del capoluogo, che a suo avviso «non è come potrebbe essere e non è accattivante».
La proposta del presidente è quella appunta di un concorso di idee, un percorso che potrebbe avere evidentemente dei tempi lenti in vista di Expo, ma «non importa se non riusciremo ad avere la trasformazione entro il 2015, pensate cosa potrebbe voler dire se i visitatori dell'Expo potessero vedere le proposte che sono state fatte per ripensare la piazza». Si ripensa alle critiche di Giorgio Armani negli anni passati quando anche Bazoli critica la piazza perchè di sera «è abbandonata, deserta, persino d'estate». E «anche il modo in cui sono distribuite le aiuole è dispersivo rispetto alla statua, non attira».
Spera di convincere il Comune, il banchiere riferisce che la vice Ada Lucia De Cesaris «si è mostrata molto interessata all'idea». I turisti passano a pochi metri di distanza da Brera e la Pinacoteca a piazza Duomo con la cattedrale, il Museo del Novecento, Palazzo Reale, possono spingersi al Poldi Pezzoli, all'Ambrosiana. Non sbagli Bazoli a definire piazza Scala «il baricentro». Si vedrà. Della sua decennale attività «bancaria» Bazoli assicura che le maggiori soddisfazioni sono arrivate con dalla sfera culturale e civile, «molte volte i milanesi mi fermano e mi dicono “lei è il professor Bazoli? Grazie per quello che avete fatto in piazza Scala“. Ma la mia ambizione ora va oltre. Utopia? Non so, ma è il mio sogno». Per ora, di concreto ci saranno i lavori di risistemazione del pavè in via Manzoni. Partenza dei cantieri prevista in primavera. Poco dopo la pulizia del monumento a Leonardo da Vinci. A piccoli passi.