Landriscina contro Traglio: «Una sfida sulla trasparenza»

Il candidato del centrodestra: «Redditi e fedina penale» L'uomo del centrosinistra: «Lui ci dica che giunta farà»

L'incognita del ballottaggio del 25 giugno è anche quanto siano corrette le previsioni meteo che annunciano per Como una domenica bollente. Può sembrare banale, lo è meno se si guarda all'invito «andate al mare», ormai un classico della politica, rivolto ai suoi elettori dal terzo classificato, Alessandro Rapinese. Al primo turno ha collezionato il 22,5 per cento, riuscendo quasi a soffiare il posto al candidato del centrosinistra, Maurizio Traglio, arrivato al 26,9 per cento.

Gli elettori di Rapinese, agente immobiliare del centro storico, sono più vicini al centrodestra che al centrosinistra, così come molti suoi candidati. Si tratta di capire quanto sarà forte la spinta capace di portarli ai seggi, senza dimenticare che al primo turno ha votato il 49,1 per cento.

Il vincitore indiscusso della partita è stato Mario Landriscina, l'inventore del 118 sui laghi, medico rianimatore molto stimato, legato al centrodestra e con un appeal nel mondo del volontariato che gli ha aperto gli ambienti cattolici. Landriscina, che è riuscito a mettere insieme alla sua lista civica Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega, è arrivato al 34,8 per cento dei consensi. «La mia sfida a Traglio è sulla trasparenza: ognuno renda pubblici redditi, incarichi, certificati penali e indagini in corso - dice -. Secondo me ora si gioca tutto sulla fiducia nelle persone, sulla loro storia e appartenenza, più che nei programmi, noti da tempo».

Maurizio Traglio, il noto imprenditore scelto dal centrosnistra, punta sulla squadra e sull'economia: «Sfido Landriscina a rendere noti i componenti della sua giunta. Per me la partita si gioca su una città che deve trovare un'identità nuova rispetto alla precedente, industriale. Como sta orientandosi verso una nuova formula e noi abbiamo un progetto che prevede la fusione di temi culturali e turistici per una nuova economia». La sua rincorsa è diventata più affannosa dopo che l'incontro con Bruno Magatti, ex assessore a Servizi sociali e Ambiente della giunta di sinistra uscente, è finito con un nulla di fatto.

Anzi, Magatti, stimato intellettuale cattolico, lascia intendere che voterà diversamente: «Non dico che cosa voto, ma registro che Traglio segna una discontinuità rispetto ai miei percorsi sull'ambiente e sulle politiche sociali e di welfare». E Landriscina? «È una persona con cui ho rapporti personali di stima, essendo una persona perbene. Penso sia bene che ci siano delle discontinuità ma spero che chi arriva dopo voglia portare avanti le cose che abbiamo avviato».

A che cosa pensa? «Abbiamo grandi povertà e noto che esiste tantissima attenzione per gli ultimi arrivati, che va anche data, ma viene molto sottovalutata la situazione di fasce sociali di cittadini italiani in difficoltà e anche di cittadini stranieri arrivati qua da molti anni e che adesso rischiano la marginalità. Questo tema è enorme. Io ho attivato Consulte sugli stranieri e non so se ha senso ricominciare da capo». Posizioni moderate che invitano a non dimenticare il tema sempre più diffuso a Como delle vecchie e nuove povertà.

C'è da dire che gli ultimi giorni di campagna elettorale sono stati animati anche da toni molto accesi. Come lo scontro tra la Feltrinelli di Como e il leader della Lega Matteo Salvini, sulla guida per migranti, «Welcome to Italy», con tanto di invito al boicottaggio poi estesosi a livello nazionale. O il manifesto anni '40 in cui si vede un uomo di colore che usa violenza su una donna bianca e la scritta «perché potrebbe essere tua madre, tua moglie e tua sorella». Iniziativa di un singolo candidato, ma in un clima di confronto sempre meno sereno.