"L'anno dedicato alla cultura sarà un film da non perdere"

L'assessore lombardo festeggia il premio Unesco a Bergamo e annuncia: più risorse a spettacoli e cinema

Dulcis in fundo, come si suol dire. L'ultimo anno della presidenza Maroni la regione Lombardia la dedicherà alla cultura. Anzi «alle culture», così come è stato ribattezzato l'assessorato guidato da Cristina Cappellini appassionata, per vocazione e casacca politica, alle identità del territorio. E l'anno delle culture, che si concluderà nel maggio del 2018, non poteva iniziare meglio che con la consacrazione delle mura di Bergamo a Patrimonio mondiale dell'umanità.

Una vittoria che sente un po' anche sua, assessore?

«Sono da poche ore rientrata da Cracovia dove l'Unesco ha accolto la nostra candidatura. Esausta ma felice, perchè è un riconoscimento che aumenterà l'attrattività della nostra regione che, lo sottolineo sempre, vanta il maggior numero di siti Unesco d'Italia».

Volendo tracciare un bilancio di questi tre anni trascorsi, dove pensa di aver lasciato il segno?

«Beh, posso dire di aver puntato alla valorizzazione del nostro patrimonio in tutti gli ambiti, dai musei alle biblioteche fino ai siti archeologici. Ma forse l'iniziativa di cui vado più fiera è la card che permette di abbonarsi a oltre un centinaio di musei lombardi, anche quelli statali. Un successo crescente: con una tessera che costa 45 euro il pubblico accede ai nostri capolavori tutte le volte che vuole. Oggi gli abbonati sono oltre 13.000».

In questi anni l'abbiamo vista peregrinare per tutti i siti storico-artistici della Lombardia. Risultato?

«Eccellente perchè, anche grazie alle partnership con i privati (primo tra tutti Fondazione Cariplo), abbiamo inaugurato o dato nuova vita a spazi come il Museo di Salò, la Casa Museo Pogliaghi al Sacro Monte di Varese, oppure il Teatro Sociale di Sondrio. Ma voglio ricordare che il nostro intervento è stato determinante per il restauro e l'apertura al pubblico della Reggia di Monza (il sito più gettonato dagli abbonati della card) e della Cappella Teodolinda».

Qualcuno ha un po' criticato il fatto che lei si sia dedicata più al passato che al futuro.

«Questo è vero solo in parte. La nostra mission, contenuta anche nel merito della nuova legge regionale sulla cultura, è certamente quella di valorizzare le identità del territorio, compresa la lingua lombarda, e proprio in questa settimana pubblicheremo un bando destinato ai nostri migliori attrattori culturali, tra itinerari, aree archeologiche, ricorrenze popolari. Tuttavia...»

Tuttavia?

«Sosteniamo anche la cultura contemporanea e l'innovazione. Investiamo ad esempio 3,2 milioni di euro per il settore dello spettacolo, privilegiando le giovani compagnie teatrali e le residenze per gli artisti. Abbiamo inoltre presentato un nuovo bando per le produzioni cinematografiche, che rappresentano un altro nostro settore di punta. In questi anni la Lombardia è diventata un set privilegiato per tante produzioni anche internazionali, e questo è soprattutto merito di chi ha saputo creare un sistema appetibile».

Per l'anno della Cultura quali progetti ha in serbo?

«Avremo un po' più di risorse e investiremo sulle imprese culturali e creative della nostra regione che sono al terzo posto in Europa. Ma tra le prime iniziative ci saranno le turnèe dell'Accademia della Scala nelle altre città della Lombardia».

È vero che sta lavorando al progetto di una Casa Museo di Salvatore Fiume nella ex filanda di Canzo?

«È uno degli obbiettivi per la prossima legislatura, che ci auguriamo essere quella dell'autonomia».