L'anno delle rose Orticola celebra il fiore più amato

Da domani a domenica il mercato-mostra Un viaggio nei segreti del giardino all'italiana

Francesca Marzotto Caotorta, Roberto Capucci, Paolo Pejrone, Gilles Villneuve saranno protagonisti della ventesima edizione di «Orticola», da domani a domenica ai giardini Indro Montanelli. I nomi sopra elencati sono di rose dall'estatica bellezza, e il bocciolo simbolo dell'attuale edizione sarà «la» Francesca Marzotto Caotorta.

Di un bell'arancio armonico, la rosa creata dal vivaio Barni, è dedicata alla signora che dal 1996 solo con la sua presenza tra padiglioni e viali alleva l'anima dell'esposizione, quest'anno incentrata sulla semplicità del giardino all'italiana, come voluto anche da Gianluca Brivio Sforza, presidente della manifestazione. Un semplicità rigorosa e vaporosa insieme, narrata da «Orticola» attraverso i suoi capitoli verdi, scritti per realizzare quei proventi che andranno nelle casse del Comune di Milano per migliorare le aeree verdi della città. «Orticola» di Lombardia si accuperà del progetto di riqualificazione del cortile di palazzo Dugnani e delle aiuole di palazzo Reale.

«L'italianità del giardino», che si rivolge soprattutto al fascino pianeggiante del verde lombardo, le nuove rose ibridate da vivaisti come Barni, della Libera, Alberici e Cazzaniga in collaborazione con la scuola agraria del parco di Monza e l'associazione italiana della Rosa, «I giardini da mangiare», «Un prato fiorito per Milano» sono alcune delle succulente meraviglie in cui a chi ha il pollice verde piace attingere, e non solo il pollice ma anche i piedi e le mani visto che nel prato per Milano si può giocare con la natura. Chi accede alla mostra da palazzo Dugnani rimane colpito dalla grande fontana, «ritoccata» dall'artista Lucio Micheletti, noto per le sue opere esposte alla Biennale di Venezia.

Il portico settecentesco del palazzo sfoggia un allestimento di palme giganti curato dall'architetto Marco Bay con le piante dei vivaisti Enrico e Giorgio Cappellini. La paesaggista Silvia Ghirelli ha ideato «Il frutteto fantastico» all'entrata di piazza Cavour. Gli incantevoli alberi del vivaio Molini portano appesi in bocce di vetro i frutti del lavoro dell'uomo. I bossi di Munari, le rose di Mondo Rose e le «giare» in vetro di «All'origine» completano quest'angolo antico, ma presente.

Infine l'entrata da via Palestro è un tripudio di «Bamboo bamboo» realizzato da Anna Scaravella con i fusti magici del Centro Bambù Italia di Federico Eberts. Altro allestimento visionario è «Orticola ospita l'arte», che si apre come una nebbia nel verde, come se dovessimo compiere un passaggio attraverso una soglia immaginaria per un mondo incantato in cui ci introducono Maia Samboneta e Matilde Marzotto Caotorta. Ma alla fine è il fiore, questo frutto di zolla edenica mai dimenticata, il vero protagonista. Iris imperiali dal color del velluto più blu, mughetti rosa dai grappoli doppi, peonie impalpabili come la cipria delle farfalle, piante officinali dal profumo balsamico, aceri tenaci sono i magneti che ci attirano con primordiale elettricità.