L'arabo adora Montenapo e fa la spesa per 2.400 euro

Moda, arrivano dal Medioriente i clienti più generosi Pronto il manuale per trattare con le donne in chador

Elena Gaiardoni

Duemila e quattrocento euro. È lo scontrino medio per un arabo in via Montenapoleone, la Fifth Avenue italiana. Mille e cinquecento in via della Spiga. Mille e cento in via Verri e Sant'Andrea. Una media di 971 euro a scontrino. Sono le donne nascoste sotto il chador, le acquirenti gold-card della moda milanese 2015/2016, che eleggono la Madonnina signora del buon gusto. Il 52% del turismo mediorientale sceglie Milano per lo shopping più sontuoso, ignorando altre città, basti pensare che Roma viene seconda con il 16% e Firenze arriva soltanto al 6%.

Qual è il loro colore preferito? Amano i complimenti? Come ci si deve approcciare a una donna araba quando fa acquisti? Sono queste le domande a cui ha cercato di rispondere la prima edizione del «Sales cultural training middle eastern», organizzata da Global Blue in collaborazione con l'associazione Montenapoleone nella sede dell'Unione Confcommercio. Quando entra in un negozio la donna araba ama la stretta di mano ma non deve essere ripetuta, non gradisce la conversazione eccessiva che scenda in particolari personali e spesso arriva con ritagli di giornale, per cui non vuole scegliere, sa già quello che cerca e se cerca non lo fa secondo il nostro stile. Parte con un concetto: voglio un abito nero e oro, quindi vuole trovare tutti gli abiti nero e oro delle migliori griffe. E' golosa: se le viene offerto lunch di benvenuto preferisce i dolci, la crostata con la marmellata è il top, e poi ovviamente deve essere servita da commesse donne.

«E' importante che il personale di una boutique abbia una preparazione di caratura internazionale. Oggi vendere significa conoscere le usanze di persone complesse e esigenti» commenta Guglielmo Miani, presidente dell'associazione Via Montenapoleone. Il 2015 è stato ottimo per lo shopping dei mediorientali. Se nel 2010 sono stati 108 milioni i turisti musulmani nel mondo, si prevede che saranno 150 milioni entro cinque anni. Il 33% viene dagli Emirati Arabi Uniti, il 21% dal Kuwait, il 17% dal Qatar e dall'Arabia Saudita. «Purtroppo i primi mesi del 2016 hanno registrato un'inflessione negli acquisti rispetto al 2015, si parla di un 6% in meno in tutta Italia. Il 2015 è stato un anno fortunato per Milano ma non grazie a Expo, che non ha influito sullo shopping. Oggi stiamo scontando l'effetto terrorismo, che ha allontanato soprattutto il cliente cinese, impaurito dall'Europa» spiega Antonella Bertossi, marketing manager di Global Blue Italia, società svizzera leader nei servizi tax free shopping.

Per quanto riguarda i desideri il cliente arabo a Milano compera abbigliamento (67%) e gioielli (19%) spendendo da un minimo di 857 euro a un massimo di 3.500 euro, mediamente. I protagonisti dello shopping-tour hanno tra i 25 e i 54 anni. Il 66% di loro sono maschi e il 34% femmine. Il 59% arriva in Italia per far visita a parenti e amici, il 27% per una vacanza e il 20% per affari. Il periodo preferito sono i mesi tra luglio e settembre. Altro settore «gourmet» è la profumeria, perché le signore sotto il velo adorano il trucco ma soprattutto i profumi, sulle quali sono delle fiabesche esperte, essendo l'odore della pelle il più intrigante strumento di seduzione.