L'arte «Contro tempo» di Olga Kisseleva

Fotografie e video della performer russa che indagano sui rapporti scienza-società

Media, scienza, tecnologia e arte rappresentano un «ensemble» affascinante e ricco di spunti per l'estetica contemporanea. Tra gli appuntamenti da non perdere c'è un'esposizione nel Canton Ticino, terra che offre non da oggi interessanti occasioni per appassionati e collezionisti. In scena a Lugano, negli spazi della galleria Dipcontemporaryart di Michela Negrini, la prima personale dell'artista russa Olga Kisseleva, fotografa e videomaker che ha già esposto nei più importanti musei internazionali. La prima mostra svizzera della Kisseleva, intitolata «Contro Tempo», mette in luce un percorso peculiare strettamente legato all'analisi scientifica e metodologica in rapporto alle criticità sociali e politiche dei nostri tempi. Un approccio che attinge alla sua formazione accademica ma anche al suo vissuto familiare essendo l'artista cresciuta in una famiglia di fisici. In mostra a Lugano una serie di lavori inediti dell'artista russa che riprendono paesaggi e soggetti di forte attualità, come quello dei flussi migratori o della società post-sovietica a lei vicina, all'interno di schemi e mappature simboliche.

Nella serie «Crossworlds», l'artista gioca integrando all'interno del codice QR (Quick Response) alcuni dei più popolari slogan e immagini della propaganda americana e sovietica. L'installazione fotografica e vuideo intitolata «Double Life» mette in evidenza la follia della società contemporanea che costringe sempre più persone a mettere da parte la proprie passioni e a scegliere un'occupazione diversa da quella che vorebbe, per la necessità di averne una che possa garantire il sosten- tamento. «Border / No Border» rappresenta invece un lavoro video a due canali in cui l'artista esprime il concetto di confine come simbolo della disintegrazione e dell'alienazione all'interno del mondo post-sovietico e della società contemporanea. Il primo, mostra una ballerina e coreografa indiana che corre ed esegue passi di danza su un pavimento a mosaico le cui righe appaiono come una serie di confini; il secondo, girato da una telecamera nascosta, mostra uomini d'affari al metal detector alla dogana dell'aeroporto di Zurigo. Nella performance «Contre Temps» è presente l'ideogramma matematico dell'infinito, creato dall'artista nei giardini del Museo, passando con del tessuto rosso attraverso la struttura modulare dell'edificio.