L'arte poetica del Pulcino nell'editoria di Casiraghy

Ben 200 opere, omaggio del tipografo brianzolo a scrittori e cantautori, in mostra alle Stelline

Alda Merini, o «l'Alda» come la chiama lui («ma bisognava avere il permesso per chiamarla così eh, sennò si arrabbiava. A molti diceva: chiamatemi signora Merini»), è l'autrice più presente con letterati, giornalisti e artisti di spicco come Giovanni Testori, Fernanda Pivano, Edoardo Sanguineti, Bruno Munari e illustri stampatori milanesi come Adriano Porazzi, o cantautori come Fabrizio De Andrè, Elio e le storie tese o Enzo Jannacci. Il mondo di Alberto Casiraghy (la y finale è un «piccolo vezzo» come ama dire lui) e la sua casa editrice Pulcino Elefante è quanto di più ampio, spontaneo e immediato esista. Il Refettorio del Palazzo delle Stelline in corso Magenta 59, rende onore ai due fogli di carta a mano rilegati con un filo di spago al centro che compongono ogni libro della casa editrice Pulcino Elefante, rende onore alla Signora Nebiolo, ovvero la stampante a caratteri mobili con cui Casiraghy stampa su ogni Pulcino un breve componimento, aforisma o poesia, e rende omaggio alle migliaia di opere d'arte, uniche per ogni libretto, che costituiscono la seconda pagina di ogni numero.

Prosegue fino al 31 marzo la mostra «I Pulcini di Casiraghy. Tipografia e poesia», a cura di Andrea Tomasetig che propone una selezione di oltre 200 sui 10mila libretti che Casiraghy ha finora realizzato ad Osnago, dove è nato e vive. Il percorso è diviso in tre sezioni: la Filosofia della vita, gli Amici e le Arti (poesia, musica, arte, gastronomia, tipografia, libri) ed è arricchita con gli strumenti de lavoro tipografico (caratteri, matrici xilografiche, cliché) e con documenti originali (fotografie, disegni, lettere, manifesti, oggetti e curiosità). Completa la mostra una sala dedicata alla proiezione del film documentario Il fiume ha sempre ragione, di Silvio Soldini. Si narrano le vicende di Casiraghy e Josef Weiss, accomunati dalla passione tipografica. Nel 1982 alla nascita dell'editrice, Casiraghy affianca e poi abbandona il suo lavoro di tipografo: «Inizialmente facevo pochissime edizioni, poi ho incontrato Alda Merini ed è cambiato tutto». I numeri aumentano, ma lo spirito rimane immutato: «Io vivo in modo un po' naif, una cosa si fa e basta: tutto deve nascere spontaneamente, l'importante è la libertà».

Creare un PulcinoElefante è un'esperienza indimenticabile. Casiraghy è aperto e curioso, affatto snob, generoso nel condividere la sua creazione. A Osnago si lavora al momento, chi disegna e chi scrive. Casiraghy è un editore di opere d'arte, ma a sentire lui «ogni libro è un dono: io sono il panettiere degli editori», come lo ha definito il grande editore Sheiwiller. «Ogni libro viene creato per passione, so che chi lavorerà con me per realizzarne uno lo farà per amore, come so che chi poi lo possiederà lo amerà e lo tratterà con riguardo».