Lascia il preside anti-Natale De Corato: «Tornino i presepi»

Dimissioni. Se ne va dall'incarico di preside della scuola primaria. Ultimo atto per Marco Parma, preside dell'istituto Ics di via Garofani a Rozzano, frequentato da ragazzini dalle materne alle medie. Il dirigente scolastico voleva eliminare la festa di Natale per gli alunni delle elementari a favore di una festa d'inverno. Convocato domani nell'ufficio regionale scolastico per un incontro con l'assessore all'istruzione, Valentina Aprea, il sessantenne ha comunicato le sue dimissioni ieri sera. La scelta di togliere la festa natalizia a favore di un concerto invernale il 21 gennaio ho smosso le coscienze dell'intera classe politica nazionale. Marco Palma ha fatto i conti sbagliati con la cronaca: voleva tenere un tono laico dopo il cruento episodio di Parigi, per non infastidire nessuno: oggi Pilato non va di moda. Parigi ha decretato per l'Occidente un ritorno alle sue radici religiose, la civiltà di Cristo e di Voltaire non vuole più lavarsi le mani nella comoda ragione del laicismo. Se la magica fiaba natalizia si chiama tradizione è perché è una montagna di informazioni stratificatisi non d'improvviso; è una roccia di fede e di cultura. «In questo momento maturare significa che le nostre scelte devono muoversi verso l'uguaglianza, non l'esclusione. Raggiungere una maggiore identità nel pluralismo religioso, non vuol dire cancellare i simboli sacri come il presepe, che non sono stati inventati dall'oggi al domani come una festa d'inverno. Su cosa si fondava questa festa voluta dal preside?» commenta monsignor Luca Bressan, vicario episcopale per la cultura. Ricordiamo che il presepe fu creato da San Francesco, autore del Cantico delle creature, pergamena conservata nel caveau della Basilica ad Assisi, un capolavoro letterario. «Esatto - ribadisce monsignor Bressan -. Cosa dovremmo fare? In nome della laicità non si possono vanificare duemila anni di letteratura, d'arte, di cultura, che partendo da un uomo realmente vissuto, Cristo, ha creato la bellezza di rappresentazioni emblematiche che toccano i sentimenti». Mentre Riccardo De Corato, vice presidente del Consiglio comunale, auspica «che possa tornare la mostra dei Presepi a fianco del Duomo, organizzata dall'associazione «La Tazzinetta benefica» che sostiene anziani e famiglie in difficoltà, e che venga eliminato il mercato di prosciutti e formaggi di scarso decoro», promettendo che regalerà un presepe a palazzo Marino, c'è chi pensa che una civiltà non possa essere messa in discussione da una laicità divenuta dogma. Si diceva prima di Parigi: l'Islam in nome della religione cancella la libertà, l'Occidente in nome della libertà cancella la religione. Non è più così.

Commenti
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nando49

Dom, 29/11/2015 - 15:04

Oltre ai presepi deve ritornare la "identità" culturale derivante dalla nostra storia. Non dobbiamo cedere neanche di un centimetro nei confronti della cultura e religione islamica che ha come finalità quella di assoggettare le altre culture. Siano allontanati da scuole e uffici pubblici coloro che ragionano come il preside.