L'attacco dell'Isis all'Occidente spiegato ai ragazzi

Feltri e Neri denunciano come l'Islam non riesca a isolare gli estremisti

Gli studenti dei licei dell'Istituto De Amicis sono stati protagonisti dell'incontro organizzato dall'Associazione Haziel presieduta da Rossana Rodà e dedicato alla comprensione del ruolo dell'Isis nel panorama geopolitico. A discuterne l'editorialista del Giornale Vittorio Feltri di cui è recente il libro «Non abbiamo abbastanza paura» dedicato proprio all'avanzata dell'Isis non solo nel mondo islamico. Feltri ha spiegato, ricorrendo ad esempi e fatti di cronaca, il pericolo rappresentato dall'islamizzazione dell'occidente che sta avvenendo con la complicità di governi e istituzioni portati a confondere la multietnicità con la multiculturalità. Se nel primo caso si tratta di far convivere etnie diverse che si rispettano reciprocamente, quando si parla di società multiculturale, ha detto Feltri, si vorrebbe che i Paesi ospitanti abdicassero alla loro cultura per accettare quella altrui in un progetto del tutto utopistico e impraticabile quando «è chiaro che l'Islam moderato si è dimostrato irrilevante nel mettere al bando o contrastare le sue punte più radicalizzate ed estremiste». Con lui Sandro Neri, vice direttore del Giorno che ha ricordato come l'attuale migrazione sia ben diversa da quella vissuta dall'Europa negli anni '50 quando anche dall'Italia partirono migliaia di persone verso Paesi nei quali arrivano con regolari contratti di lavoro e contribuendo al loro sviluppo economico.