L'avanguardia di Milanoltre Quando il futuro è di scena

«Sono ventisei anni che c'è questo Festival» dice Fiorenzo Grassi direttore responsabile del Teatro Elfo Puccini, e sta parlando di Milanoltre, la vetrina milanese del teatro performativo e d'avanguardia che si svolgerà dal 3 ottobre al 2 dicembre al Teatro Elfo Puccini e alla DanceHaus (in via Tertulliano 70), nuovo polo della danza milanese nato in uno spazio ex industriale. «Fin dal 1986 Milanoltre si è contraddistinto per essere un Festival che attrae un circuito di spettatori giovane e di media e alta cultura: abbiamo scoperto noi la Fura del Baus, e li abbiamo portati in Italia, a teatro. Il pubblico era in estasi». E oggi? Cos'è il teatro d'avanguardia nel 2012? Esiste ancora? «Oggi c'è una consapevolezza molto maggiore. La conoscenza del teatro, tradizionale e d'avanguardia che sia, è più profonda, specifica. Oggi i contenuti sono alla base di tutto: non basta stupire. La gente è molto più attenta, vuole argomenti, un confronto vero con lo spettacolo a cui assiste. Soprattutto a Milano». Dirigere un Festival come Milanoltre infatti significa andare a scegliere una ad una le compagnie d'avanguardia che si vogliono ospitare: all'Edimburgh Festival, al Festival Actoral di Marsiglia e molti altri, fino in Canada e in Spagna: «Anche il fatto che Milanoltre si svolga a Milano non è un caso - dice ancora Grassi-. Qui il pubblico decide di sposare un certo tipo di teatro o un altro, è molto selettivo». Chi sceglie Milanoltre quindi è curioso, consapevole e interessato ai nuovi linguaggi che il teatro può ancora proporre. C'è da chiedersi se accontenteranno questa curiosità critica Mauro Astolfi e la sua Spellbound Contemporary Ballet nata nel 1994 e che ha coprodotto su commissione lavori già per la Biennale di Venezia (2008). Apriranno agli spettacoli serali del Festival il 4 ottobre, ore 20, al Teatro Elfo Puccini con «Relazioni (pericolose)», coreografia ispirata all'omonimo romanzo francese e che propone un viaggio nelle relazioni umane. Lo spettacolo si inserisce nell'indagine approfondita sul panorama delle compagnie d'avanguardia italiane che il Festival ha messo come primo punto: «E' un festival internazionale, ma vuole anzitutto analizzare il giovane panorama italiano e metterlo a confronto con quelle straniere». «Vetrina Italia» e «Vetrina Italia Domani» sono profili dedicati a specifici artisti e compagnie, per indagare a fondo il loro lavoro artistico. Il 17 e 18 novembre il Festival si sposta alla DanceHaus, in via Tertulliano 70, nuovo polo della danza milanese nato in uno spazio ex industriale: si terranno incontri sul tema della danza e l'uso del corpo («Corpo e Identità», il 17 novembre alle 11, condotto da Valeria Crippa), e spettacoli sempre di compagnie italiane («Io sono figlio», sempre il 17, della compagna Sanspapiè, e il 18 novembre direttamente dalla Grecia la Compagnia di Danza Dagipoli che con «Campo Scivoloso» si concentra sulla sperimentazione tra disabilità e danza). Non saranno i greci gli unici ospiti europei dato che, dal 26 novembre al 2 dicembre, il Festival rivolge il suo sguardo a tutto il Mediterraneo. L'ultima settimana infatti sarà dedicata allo spagnolo Cesc Gelabert e la sua «Gelabert/Azzopardi Companya de Danza».