Lavori per il metrò, Comune diffidato

Una diffida al Comune e alla Regione perché non si apra il cantiere della M4. Il Comitato Foppa Dezza Solari, forte di oltre 2mila firme, continua la sua battaglia contro il progetto della linea che dovrebbe collegare Linate a San Cristoforo. Attenzione, i residenti non sono contrari alla realizzazione del metrò, ma a come è stato sviluppato il progetto, che prevede appunto che il parco Solari «diventi cantiere di calaggio delle talpe, un hub di servizio per gran parte della tratta San Cristoforo - Policlinico: uno sconvolgimento di quasi 10mila mq che invaderà per minimo sei anni e mezzo tutta l'area iniziale di via Foppa». «L'aspetto che stupisce maggiormente è la decisione scellerata di realizzare la metropolitana in questo modo ­ spiega Orietta Colacicco, portavoce del Comitato - perché calare le talpe proprio al parco Solari? E perché non si può realizzare la metropolitana in un altro modo? Di solito si fanno partire le talpe dai capolinea».
In questo caso le talpe sono sì partite a scavare da Linate, anche se le fermate Linate e Forlanini non saranno pronte per Expo e i collegamenti saranno assicurati da semplici navette - ma non da san Cristoforo, mentre appunto in via Foppa è previsto che vengano calate le altre talpe e che ogni fermata sia sostanzialmente un mini cantiere.
Ma la diffida degli abitanti del quartiere a iniziare i lavori si intreccia con tempistiche, questioni burocratiche e gestione di Expo. Il Cipe ha approvato il finanziamento all'opera nel settembre 2013 ma la pubblicazione del testo in Gazzetta è del 5 giugno. Sempre il Cipe fissa al 31 dicembre 2014 il termine ultimo entro cui si devono aprire i cantieri pena la perdita dell'intero finanziamento statale, pari a 172 milioni di euro che Milano aspetta da anni. In mezzo, questione di giorni, la firma della convenzione tra il Comune e il consorzio di imprese capitanate da Impregilo, cui seguirà l'accordo con le banche per il finanziamento di 512 milioni. Fin qui tutto, più o meno bene, se non fosse che il 1 maggio 2015 si aprirà Expo e sindaco e giunta sono consapevoli che non sia possibile aprire cantieri di tale portata quanto sono attesi 21 milioni di turisti. I disagi e la brutta immagine che si regalerebbe la mondo non sarebbero nemmeno ripagati dai risultati, dicono. Giuliano Pisapia sta lavorando per chiedere al governo una moratoria che consenta di «congelare» i cantieri previsti durante i sei mesi dell'esposizione, senza perdere i preziosissimi finanziamenti. Non solo, il contratto dà 78 mesi di tempo alle imprese per la realizzazione dell'opera, ma impegna il Comune al pagamento di una penale se i lavori dovessero tardare a partire. «Condivido la preoccupazione del sindaco - commenta Carmela Rozza, assessore ai Lavori pubblici - si deve lavorare per ottenere una moratoria dal governo che consenta di sospendere i cantieri durante Expo senza dover pagare alcuna penale alle imprese».