L'avvocatessa ferita: "Ho paura, quell'uomo può ancora uccidermi"

L'angoscia di Paola Marioni al Tg3. Si cerca nei fascicoli sulle liti il nome del mandante

«Ho paura che quell'uomo tonri a uccidermi. Sono in un letto d'ospedale e non sono sorvegliata. In qualsiasi momento il killer può finire quello che ha cominciato». Paola Marioni parla al Tg3 dal Policlinico, dove una delicata operazione le ha salvato la vita. Lo sconosciuto che giovedì scorso l'ha accoltellata nel suo studio è a piede libero e l'angoscia la tiene sveglia. Gli inquirenti sono al lavoro, ma l'identikit dell'aggressore si è rivelato meno utile di quanto sperassero. La descrizione fornita dalla vittima - italiano, di mezza età, calvo - avrebbe portato a un vicolo cieco. La Procura infatti si sarebbe convinta che l'uomo sia solo un esecutore. E che si sia dileguato nelle ore immediatamente dopo l'agguato.

Qui si innesta il secondo elemento che guida gli investigatori della Squadra mobile: l'accoltellamento di Paola Marioni era stato bene organizzato. Dall'appuntamento preso il giorno prima, al nome falso dato alla vittima («Deandrese»), all'orario scelto dopo la fine del turno del custode del palazzo. Fino al pretesto per l'incontro, cioè l'acquisto di un immobile in gestione a Marioni che l'ha convinta a ricevere uno sconosciuto. Le indagini, coordinate dal pm Giovanni Polizzi, vanno avanti a ritmo serrato per evitare che la pista investigativa si raffreddi.

La Mobile si concentra su tre elementi fondamentali. Prima di tutto i tabulati dei cellulari che si trovavano in zona all'ora del blitz, le 18.45 del 20 luglio. Poi le telecamere di sorveglianza dell'area intorno al palazzo di via dei Pellegrini dove ha sede lo studio della civilista 57enne. Ma soprattutto la Polizia segue la pista professionale e sta scandagliando i fascicoli su cui l'avvocato aveva lavorato di recente. Marioni si occupa di aste giudiziarie, pignoramenti, contenziosi condominiali e controversie immobiliari. Era anche custode giudiziario per il Tribunale di edifici pignorati. Settori delicati, trattando i quali non è difficile farsi dei nemici. Qualcuno di loro potrebbe aver covato la rabbia omicida. In questa fase gli inquirenti si starebbero orientando dunque più su questioni seguite dalla donna ferita in qualità di legale. E meno su controversie immobiliari o condominiali in cui è lei stessa parte in causa. Anche la frase detta dall'uomo subito dopo aver sferrato i cinque colpi, «Così impari la prossima volta», confermerebbe tale ipotesi.

Le modalità dell'agguato, pianificato e affidato a un sicario, hanno anche fatto pensare in un primo momento a un contesto malavitoso. Potrebbe avere la civilista interferito, anche inconsapevolmente, in qualche affare della criminalità organizzata? Per ora non sono emersi indizi in questo senso. Paola Marioni è stata colpita al torace e all'addome. Operata d'urgenza al Policlinico per le lesioni al fegato, è ormai fuori pericolo. È stata sentita dalla Mobile il giorno dopo l'accoltellamento, aveva gridato il nome dell'uomo misterioso sull'ambulanza. Ma era un alias. E quello che sembrava un caso già risolto è diventato un'inquietante storia di killer con il coltello.