La Lega cancella le Asl Il Pdl frena: «Valuteremo»

La riforma della sanità prende piano piano forma. A cominciare dalle singole voci e dai problemi più urgenti. Tra questi anche quello dei dializzati, dell'ex guardia medica e dell'assistenza materna. Per chi si deve sottoporre ogni giorno a dialisi, la Regione Lombardia sta pensando come migliorare il trasporto casa-ospedale. E non si esclude una gara pubblica per gestire il servizio. «Un gruppo di lavoro - spiega l'assessore alla Salute Mario Mantovani - valuterà se proseguire con lo strumento della convenzione o adottare altre soluzioni come la gara a evidenza pubblica oppure l'utilizzo dell'istituto di accreditamento».
Allo studio anche l'ipotesi di costituire un centro di eccellenza materno infantile «che possa soddisfare - spiega Mantovani - le esigenze del Nord Lombardia e Piemonte». La norma approvata da Regione stabilisce infatti l'accorpamento dei punti nascita con un numero inferiore ai 500 parti all'anno». L'occasione per tornare sul progetto è stata la richiesta della consigliera Paola Macchi, durante la commissione Salute, sui costi e lo stato di avanzamento dei lavor iper il nuovo centro materno infantile di Varese. Su richiesta dei consiglieri regionali, dall'assessore sono arrivati anche chiarimenti sul servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica). «Si sta intervenendo in Regione Lombardia con una redistribuzione delle risorse, finalizzata a un ampliamento del servizio e ad una sua maggiore fruibilità nelle zone disagiate o mal collegate a servizi ospedalieri di primo intervento». Per tutti gli altri risvolti della riforma, sono al lavoro due tavoli paralleli: uno diretto dal leghista Fabio Rizzi e uno pidiellino coordinato dal medico Stefano Carugo. Su alcuni punti i lavori procedono di parti passo: sia Lega sia Pdl infatti sono d'accordo nel rivedere il sistema delle assicurazioni dei medici per tutelare maggiormente la categoria e non esporla a eccessivi salassi economici. Qualche discrepanza in più sulla riduzione delle Asl: la Lega punta a ridurle a 5, i tecnici del Pdl vogliono sì procedere con una razionalizzazione del servizio e delle sedi ma non si sbilanciano ancora sui numeri: «Prima - spiegano - vogliamo condividere le decisioni con i territori».