Lega e Forza Italia verso l'accordo Il Policlinico: «Non ci escludete»

È vicino a una svolta la questione del futuro dell'ospedale Buzzi. La Lega lo vorrebbe fondere con il Sacco, Forza Italia con il Fatebenefratelli e la Macedonio Melloni. In queste ore in Regione si sta cercando un accordo, evitando scontri all'ultimo sangue ma piuttosto cercando una buona mediazione tra le due posizioni. Sul tavolo delle trattative spuntano soluzioni alternative. Ad esempio l'ipotesi di una fusione dell'ospedale dei bambini con la Macedonio Melloni, per creare un mega polo materno infantile, senza collegarlo né a Fatebene né a Sacco. Oppure, scenario aperto ieri e su cui Forza Italia mostra apertura, un accorpamento Buzzi-Mangiagalli (e università) che, già «cugini» per natura, assieme garantirebbero un'assistenza completa ai bambini senza far venir meno l'aspetto della ricerca.

Il nodo sarà sciolto a breve. Nel frattempo sorgono vari fronti extra-politici: sono quelli dei pazienti, dei medici, dei ricercatori universitari. Le mamme ad esempio temono, con la fusione Buzzi-Sacco, di trovarsi le stanze dei bambini a fianco di quelle dedicate all'ebola. E i medici sono divisi su due fronti: quelli del Buzzi non vogliono perdere l'occasione di diventare «universitari» e quindi di accorparsi con l'ospedale Sacco. Ma c'è da dire che anche la Mecedonio Melloni fa ricerca. «La Melloni - ricorda Mauro Busacca, responsabile di ostetricia e ginecologia alla clinica e direttore della scuola di specializzazione alla Statale - è polo universitario dalla fine degli anni Ottanta. Accorparla con Buzzi e Fatebenefratelli vorrebbe dire rispettare la natura degli ospedali. Percorribile anche una fusione con la Mangiagalli». E verso questa ultima ipotesi anche il rettore della Statale Gianluca Vago (che ha sempre tifato Sacco, dove ha lavorato fino al 2011) sembra mostrare interesse. L'ipotesi Buzzi più Mangiagalli viene chiesta dal mondo dell'università e dai medici. In una lettera indirizzata al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e agli «autori» della riforma sanitaria, il direttore di neonatologia e pediatria al Policlinico (a cui la Mangiagalli appartiene) Fabio Mosca, il presidente della fondazione Irccs Policlinico Giancarlo Cesana, il direttore generale Luigi Macchi e altri 7 colleghi chiedono di non essere esclusi dalla realizzazione del polo dei bambini. «Al Policlinico - scrivono - vengono ricoverati annualmente circa 900 neonati, sul totale di circa 6.500 nati della clinica Mangiagalli. Sarebbe incomprensibile che, nella scelta di un polo pediatrico ospedaliero, i responsabili della sanità non considerassero anche questo e si immaginasse di creare un polo che non includesse le nostre numerose eccellenze cliniche».