La Lega gela l'euforia 5 Stelle: "Aspettiamo i fatti"

Grillini entusiasti del lavoro di Toninelli. Ma Grimoldi avverte: «Vogliamo un convoglio su 5»

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Nel giorno della consegna del nuovo treno, divergono le analisi sulla situazione di Trenord e l'impegno di Trenialia. E divergono anche in seno alla maggioranza di governo che a Roma decide le sorti della gruppo Fs, in mano al ministero. «In soli due mesi - rimarca il consigliere grillino Massimo De Rosa, che è segretario della commissione Trasporti e infrastrutture in Regione Lombardia - il governo del cambiamento ha consegnato a Trenord 14 fra i treni maggiormente affidabili, e con la più alta capacità di trasporto. Questo è solo l'inizio. Entro il 2020 saranno quarantanove i convogli in più». Per De Rosa sono «numeri in grado di rendere l'idea di quanto sia concreto il nostro impegno e quello del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli». Accenti diversi nell'intervento di un altro consigliere «grillino», Gregorio Mammì, secondo il quale «il ministro Toninelli sta cercando di colmare qualche vuoto lasciato dove la politica negli anni scorsi ha fallito». «Finalmente - dice Mammì - un governo che da una linea chiara a Gruppo Fs: il nostro paese deve muoversi sul ferro. Ovviamente questo intervento va ampliato e c'è bisogno di un maggior impegno di Regione Lombardia che stiamo sollecitando perché anticipi le consegne di nuovi treni, così Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta la consegna di un treno Vivalto di Trenitalia a Trenord». Diversa la lettura in casa leghista. «Fanno piacere - premette il deputato leghista Paolo Grimoldi - le dichiarazioni dell'amministratore delegato di Fs, Gianfranco Battisti, sulla volontà di investire per potenziare l'offerta ferroviaria in Lombardia». «Ma pur apprezzando le parole - aggiunge Grimoldi, segretario della Lega lombarda - aspettiamo i fatti e contiamo che nel nuovo piano industriale quinquennale annunciato da Trenitalia, un piano da 6 miliardi e 600 treni regionali da immettere nei prossimi 5 anni sul territorio nazionale, una quota di almeno il 20%, per cui almeno 120 treni, venga destinata alla Lombardia e a Trenord, dato che un quinto degli spostamenti su ferro avvengono nel territorio lombardo». E contro la Regione si scaglia il Pd: «Mentre si festeggia per un treno in più i pendolari continuano a subire una giunta che non fa nulla - attacca Pietro Bussolati - È purtroppo l'ennesima presa in giro. Solo 11 treni in funzione e nessuna capacità di modificare la governance di Trenord, che fino a pochi mesi fa veniva accusata di essere causa del problema e oggi è difesa». Fontana intanto, certifica che lo scorporo di Trenord non è più un'ipotesi attuale e resta cauto sui nuovi treni: il lavoro - dice - sta dando «i primi risultati».