La Lega sta con Formigoni «Per ora non c’è nulla vogliamo vedere le prove»

«Io non mi dimetto, perché le cose che mi sono state contestate sono insussistenti». Il governatore Roberto Formigoni non ha nessuna intenzione di arrendersi. E lo ha detto chiaro ieri mattina dopo l’anomalo avviso di garanzia recapitatogli dalla prima pagina del Corriere della Sera anziché dalla polizia giudiziaria. Anomalie di una giustizia in cui la normalità e solo un ricordo e che ora lo mette sotto inchiesta con le accuse di corruzione e illecito finanziamento elettorale per la campagna del 2010. Mezzo milione di euro messogli a disposizione dagli stessi imprenditori della sanità a cui, almeno secondo la procura, il governatore avrebbe garantito denaro dei rimborsi pubblici. Ultimo capitolo dell’inchiesta partita col san Raffaele e sfociata nel filone Fondazione Maugeri. «Notizia falsa, non ne so nulla. E in ogni caso non mi dimetterei. Sono sereno». Non solo. «Mi attendo subito una smentita chiara e definitiva dal Corriere, sia sul sito che adeguatamente in prima pagina».
Scontate le richieste del centrosinistra di dimissioni ed elezioni anticipate, mentre il Pdl lo appoggia compatto. «Siamo sereni - dicono il coordinatore Mario Mantovani e la sua vice Viviana Beccalossi - perché Formigoni saprà dimostrare la sua totale estraneità ai fatti. Pur rinnovando fiducia nella magistratura, auspichiamo che gli accertamenti in corso procedano in tempi celeri a salvaguardia delle istituzioni, ma soprattutto delle persone coinvolte». Ma ciò che più conta è che nessun siluro arriva dalla Lega sempre più ago della bilancia per il futuro della Regione. Nessuna intenzione di scaricarlo. «Non è possibile basarsi sui giornali - frena il segretario lombardo del Carroccio Matteo Salvini - Se ci saranno prove e non solo sospetti i cittadini lombardi e in primis la Lega ne prenderanno atto. Non vogliamo difendere nessuno che fosse indifendibile, ma ad adesso non c’è nulla». Con il vice presidente della Regione Andrea Gibelli che rinvia ogni decisione al consiglio federale di lunedì in via Bellerio. Per «valutare la vicenda basandosi esclusivamente sui fatti reali e non sulle supposizioni giornalistiche».
Bordate, invece, dall’opposizione con Fli, Idv e Sel che parlano di una «maggioranza ormai giunta al capolinea». Mentre per il segretario del Pd Maurizio Martina «continuare come se nulla fosse è un grave errore di Lega e Pdl, il voto anticipato rimane l’unica strada da perseguire immediatamente». Per il vice presidente della Camera Maurizio Lupi «nessun passo indietro, Formigoni ha tutta la nostra solidarietà, ma innanzitutto la solidarietà di tutti i cittadini lombardi». Non solo. «Ancora una volta la magistratura - attacca Lupi - agisce a mezzo stampa violando gli elementari principi di una giustizia che possa veramente dirsi tale». «Formigoni vada avanti fino a fine mandato: noi siamo con lui», scrivono in una nota gli assessori Raffaele Cattaneo, Gianni Rossoni, Carlo Maccari, Giulio Boscagli, Marcello Raimondi, Alessandro Colucci, Romano La Russa, Domenico Zambetti, Romano Colozzi, Margherita Peroni e Valentina Aprea. «Per ora siamo solo agli avvisi di garanzia a mezzo stampa».