"Leonardo? Un genio ma anche un dilettante. Oggi farebbe foto"

Il critico al Teatro Maggiore di Verbania per Milanesiana. «Qui vi racconto l'artista»

Appaiono a intervalli lunghi, anche di secoli. Tra le moltitudini di viventi che lasciano flebili tracce della loro esistenza, il genio è una rarità. Di Leonardo, mentre celebriamo i 500 anni dalla scomparsa (morì 67enne, in Francia, il 2 maggio 1519), in giro non se ne vedono, eppure l'aggettivo geniale si spreca per talenti da poco.

Lo spettacolo di stasera alle ore 21 al Teatro Maggiore di Verbania, nell'ambito della Milanesiana ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi - la ventesima edizione è in pieno svolgimento, e non soltanto a Milano -, ci mette di fronte al genio di Leonardo, soprattutto in campo artistico, visto da Vittorio Sgarbi. «Se vivesse oggi - dice il celebre critico, sarebbe un grande fotografo. La Gioconda, se ci pensate, è fotografia. Come l'afgana dagli occhi verdi fotografata da Steve McCurry. Quando andiamo al Louvre, andiamo a vedere un'immagine già vista sulle scatole di cioccolatini, sulle magliette, sui poster. Ci sorprende vedere sul muro, dietro frotte di turisti giapponesi in adorazione, un dipinto di piccole dimensioni. La visita al Museo è l'atto notarile che della Gioconda certifica l'esistenza».

Continua Sgarbi: «L'artista Leonardo era un dilettante di genio. Dimostrò che si dipinge con il pensiero, non con la mano. Non aveva la perfezione di un Raffaello, anzi ne era l'opposto. Leonardo riesce a dimostrare che Dio esiste, o esiste Dio dentro l'uomo, grazie all'arte. Fosse un artista dei nostri tempi avrebbe creato l'Orinatoio di Duchamp, opera del 1917, perduta in originale ma vista in numerose repliche nell'epoca della sua riproducibilità tecnica, aspetto del lavoro artistico che affascinò Walter Benjamin».

Prima di Leonardo, genio al quale Milano deve molto, Sgarbi ha portato in scena Caravaggio e Michelangelo, spiegando come il loro modo di interpretare il mondo abbia ancora notevoli influssi sulla nostra percezione della realtà. L'arte vive in un tempo proprio, che non si esaurisce. La Monna Lisa di Leonardo, e le sue altre opere artistiche (il vasto capitolo della scienza e della tecnica, campi di elezione di chi si definiva «omo sanza lettere», non è il perno dello spettacolo), danno modo a Sgarbi di incuriosire e far volare sulle ali di un genio che davvero aveva progettato il volo umano. Leonardo talento del Rinascimento, periodo d'oro al quale gli italiani - senza alcuna giustificazione nell'attualità - si appellano, come fosse solo un onore vantarsi di quei lontani anni, e non invece un impegno per fare meglio.

Lo spettacolo di Verbania è a ingresso libero, fino a esaurimento posti. E si avvale, oltre che della competenza e capacità comunicativa senza pari di Sgarbi, del lavoro di Valentino Corvino (sue le musiche eseguite dal vivo, con violino, viola, oud ed elettronica) e Tommaso Arosio (scenografia e video), con realizzazione a cura di Doppiosenso.

Sul lago Maggiore, stasera andrà in scena non soltanto una delle meravigliose lezioni di Sgarbi, che sono già spettacolo d'alto livello, ma un'opera scenica perfettamente confezionata. Come Milanesiana comanda.