"Letta baratta gli interessi della Lombardia per compiacere il Pd"

L'assessore Cristina Cappellini contro il decreto "valore cultura"

"Il Governo Letta evidentemente ha scelto di barattare gli interessi della Lombardia per mere dinamiche interne al suo partito di riferimento. Il decreto Bray “Valore Cultura” si potrebbe chiamare decreto Renzi e le novità introdotte in Commissione cultura del Senato rappresentano un affronto alla Lombardia e alle sue istituzioni". E' questo il messaggio categorico lanciato oggi dall'assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia, Cristina Cappellini in merito alla discussione del decreto Bray in corso al Senato. Sul tema lo stesso assessore ha inoltre presentato questa mattina un'informativa alla giunta di Regione Lombardia.

"Il prossimo Forum Mondiale della Cultura - ha spiegato l'assessore - come da tradizione e da accordi presi con l'Unesco, si deve tenere a Monza in concomitanza con Expo 2015. Il Governo e la sua maggioranza hanno invece deciso di spostarlo a Firenze senza nemmeno coinvolgere le istituzioni lombarde di riferimento e per di più con un generoso contributo di 400mila euro". "Nelle precedenti due edizioni - ha rimarcato l'assessore - Regione Lombardia si era impegnata con i propri sponsor a organizzare l'evento senza alcun impegno finanziario statale".

"Per di più il governo di Roma - ha detto sempre Cristina Cappellini - ancora una volta non ha voluto risolvere la questione relativa all'assurda equiparazione degli enti della cultura alle amministrazioni pubbliche, introdotta dal Governo Monti, che rischia di affossare ad esempio i teatri stabili che a Milano e in Lombardia sono una realtà virtuosa". "É stata quindi disattesa - ha spiegato - l'esplicita richiesta portata avanti insieme dal Presidente Maroni e dal sindaco di Milano Pisapia e manifestata al governo in più occasioni.  Ora anche Pisapia, così come il sindaco di Monza Scanagatti, decidano se schierarsi dalla parte dei loro territori o degli interessi di altre aree del Paese, per altro, per motivi più politici che di merito".

"Il decreto in questione - ha concluso il responsabile delle Culture lombarde - contiene inoltre tutta una serie di ingenti misure economiche a vantaggio quasi esclusivo del Comune e degli enti culturali di Firenze dimenticandosi delle istanze del mondo culturale lombardo".