Le lettere di licenziamento fanno tremare il San Raffaele

Appena hanno capito che le lettere di licenziamento erano partite sono scesi in piazza. Nel primo pomeriggio di ieri hanno bloccato via Olgettina, poi circa 200 lavoratori hanno protestato sotto gli uffici dell'amministratore delegato dell'ospedale San Raffaele.
«Pensavamo che l'azienda avesse preso atto che non ci sono esuberi visto che continuano a chiederci straordinari», commenta Margherita Napolitano delegato sindacale Usb. I lavoratori non si aspettavano che le lettere di licenziamento partissero davvero. Invece è successo.
«Le lettere rappresentano l'inevitabile esito del mancato accordo con la Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) e rappresentano oggi uno strumento necessario per affrontare il grave stato di crisi dell'Ospedale» replica in una nota l'azienda. Che prosegue: «Purtroppo l'intesa raggiunta con la RSU il 21 gennaio 2013 presso il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - intesa che consentiva, tramite altri strumenti, di evitare i licenziamenti - è stata respinta nel referendum interno con il 55% dei voti, e successivamente la RSU ha anche respinto la mediazione del Prefetto di Milano e rifiutato di indire un nuovo referendum come richiesto da una petizione firmata da 919 dipendenti».
Ecco perché secondo l'azienda «in questo contesto i licenziamenti diventano necessari secondo la tempistica prevista dalla Legge 223, anche se l'Amministrazione ospedaliera non esclude che, in presenza di fatti nuovi, l'intera procedura possa essere rivista». «Siamo rimasti spiazzati - afferma Angelo Sangiovanni, segretario della Cisl Fps - perchè i tempi per il licenziamento scadevano a maggio e pensavamo di avere dei margini di trattativa». Ora la prossima mossa passa ai sindacati che hanno convocato un'assemblea lunedì nella quale saranno decise le azioni da intraprendere per riportare al tavolo di contrattazione l'azienda e impedire che 244 perdano il posto di lavoro. L'azienda, da parte sua, sottolinea come, dopo la bocciatura da parte dei dipendenti dell'accordo dello scorso 21 gennaio «i licenziamenti diventano necessari».
La «macchina» sindacale è già pronta a partire. Proteste e agitazioni da una parte e dall'altra legali e carte per impugnare il licenziamento davanti al giudice. «Ci sono i presupposti per il ricorso perché riteniamo i licenziamenti illegittimi. Non ci possono essere esuberi se continuano a chiederci straordinari. Pensavamo che fosse bastato il taglio fino a 350 euro in busta paga». Intanto ieri mattina i lavoratori hanno avuto un incontro con il presidente e i capigruppo del Consiglio Regionale. «Abbiamo esposto le proposte e chiesto un intervento immediato per bloccare i licenziamenti - scrivono - Il Presidente si è impegnato per fare in modo che non vada persa l'eccellenza, affinché venga riaperto il tavolo di trattativa, per rimuovere il problema dei licenziamenti e per sollecitare un incontro con la Giunta Regionale, per gli aspetti di loro competenza». Hanno già programma un presidio dei lavoratori della sanità milanese per la mattinata di venerdì 19 aprile.
«Se azienda e lavoratori, si rimettono al tavolo per accordarsi - ha sottolineato anche il segretario della Lega lombarda Matteo Salvini - e sottopongono a referendum la nuova mediazione di buon senso, proposta dal prefetto, come Lega ci impegnamo a chiedere all'azienda il ritiro di tutti i licenziamenti avviati, e il blocco degli stessi fino al 2014».