«Con l'Expo attireremo cinesi, russi e indiani»

Assessore Alberto Cavalli, questa società per la promozione del turismo non sarà l'ennesimo carrozzone?
La società di cui si discute è Explora, ultima nata nel mondo regionale in vista dell'Expo. L'intenzione è degna di lode: coordinare e pubblicizzare ciò che esiste e accade in Lombardia. Lunedì scorso si è riunito il tavolo di coordinamento del turismo lombardo, che ha individuato nove settori di azione: arte e cultura, enogastronomia, natura e green, sport e turismo attivo, fashion, design e shopping, terme e benessere, turismo religioso. Ma intanto si riparte con assemblea, cda e via discorrendo. Cavalli difende Explora: «Non è una società ricca di poltrone, né consentirà di occupare posti e prebende significative. Contribuirà a dare una marcia in più, a un'accelerazione in vista dell'Expo».
Che cosa farà concretamente Explora?
«Lo scopo della società è dare visibilità, creare un catalogo di offerte e proporle alle agenzie di viaggio e ai tour operator. Explora sarà la cerniera, la piattaforma espositiva di hotel, agriturismi, cinema, ristoranti, di tutte le eccellenze del territorio. Vogliamo aggregare in reti le offerte singolari, originali, esclusive».
Ci sono settori turistici da valorizzare maggiormente?
«Alcuni settori, il food e l'arte e cultura, sono già ben posizionati. Il turismo termale e religioso hanno invece amplissimi margini di crescita. E poi i percorsi di turismo lento in bici nella pianura lombarda».
Expo è nel 2015: c'è tempo a sufficienza per organizzare i pacchetti turistici?
«Tutto ciò non è rivolto solo a Expo come evento, ma a Expo come faro che illumina il patrimonio lombardo sui mercati di tutto il mondo. La forza economica del territorio ha messo un po' in secondo piano le possibilità di crescita del turismo».
Explora punta ad attrarre tipologie di turisti in particolare?
«Contiamo che vengano molti italiani ma anche moltissimi stranieri. E soprattutto vogliamo conquistare i Paesi che si sono affacciati da poco al turismo: Cina, Russia e India. In questi Paesi c'è una classe media fortemente interessata al turismo e all'Italia in particolare. Puntiamo anche al turismo europeo, giapponese e dagli Usa, ma forse i margini di crescita più alti sono quelli che si affacciano per la prima volta all'Europa».
Gli alberghi sono all'altezza della sfida?
«Pensiamo di proporre un fondo di sostegno economico che miri ad innalzare la qualità della ricettività, che non è tutta all'altezza della qualità richiesta dal nuovo turista cinese, russo o indiano, di livello alto, con esigenze importanti. Dobbiamo dare risposta in termini di confort e servizi adeguati»
Insomma, un Expo per turisti ricchi?
«Si punta a un turista con significativa capacità di spesa, ma sarebbe da ciechi non accorgersi che l'offerta ricettiva va allargata. Dobbiamo offrire sostegno perché crescano bed and breakfast e altre strutture aggiornate che consentano ospitalità a prezzi più bassi. C'è ancora molto da inventare. La ricerca non è solo compito dei laboratori scientifici, ma anche di turismo e commercio».