L'Expo cambia volto ai quartieri

Piazze più belle, aree verdi, nuove infrastrutture: così le nove zone di Milano si trasformano

A pochi mesi dall'Expo 2015 inizia a vedersi l'effetto dell'Esposizione sul centro della città. In ognuna delle nove zone di Milano grandi e piccoli segni del passaggio del grande evento diventano evidenti ancora prima che siano aperti i cancelli. Alcuni potevano essere completati prima, o meglio, ma senza dubbio ormai ci sono.

Iniziamo dal centro. Per la prima volta nella storia sul sagrato del Duomo è apparso un boschetto e un'aiuola con le piante tipiche del territorio. Prima, al loro posto, si era vista per un periodo una fontana che riprendeva nei suoi spruzzi le forme della cattedrale milanese. Oggi ci sono vegetali che cambieranno a seconda delle stagioni, e con tanto di cartelli esplicativi, per garantire sempre il verde più verde.

Passiamo alla zona 2. In questo caso la riqualificazione di tutta l'area della stazione Centrale coinvolge diversi attori. Se infatti da una parte gli emiri hanno rimesso a nuovo l'hotel Gallia, dall'altra c'è tutto il progetto di Grandi Stazioni sulla galleria delle carrozze e gli ex magazzini che si estendono alle spalle della stazione per oltre un chilometro. Un investimento, rilanciato giusto una settimana fa, da una cinquantina di milioni di euro che va a sommarsi a quelli messi già in opera negli anni precedenti l'assegnazione dell'Espozione a Milano.

Poi c'è la zona 3 che vede la riqualificazione di piazza Oberdan. L'Amministrazione, che ha presentato il progetto in anteprima a un movimento di cittadini di suo gradimento, ha ignorato il progetto regalato al Comune dall'Asscom Porta Venezia. E ha già avviato i lavori per rimettere a nuovo una piazza dove da un anno e mezzo un albero da abbattere - è stato messo nella categoria D secondo l'agronomo che se ne occupa - incombe sul chiosco dei fiori. Le aree verdi saranno ampliate a scapito dei parcheggi e l'ex albergo diurno tornerà fruibile.

In zona 4 invece il segno più tangibile del passaggio di Expo sarà la metropolitana 4. Nonostante alcune resistenze, il progetto ha preso il via e per la prima volta sarà possibile raggiungere l'aeroporto di Linate con una normale linea metropolitana.

Le zone 5 e 6 si toccano proprio dove un grosso progetto di riqualificazione sta prendendo forma. L'area di XXIV maggio è infatti interessata dall'intervento sulla piazza, dove però un gruppo di cittadini protesta per l'edificio in cemento che sostituirà il vecchio chiosco del pesce, come da quello delle Darsena. Per anni se ne è parlato e adesso manca poco a vederlo realizzato, insieme a una serie di opere minori per abbellire anche i Navigli.

Parlando di zona 7 invece ci si avvicina alla zona dove sorge il cantiere di Expo e anche al suo tema. Il centro di Baggio, infatti, è stato oggetto di alcuni lavori di abbellimento, ma soprattutto è lì che si sono realizzate le prime aiuole alimentari. Piccoli spazi verdi piantumati a ortaggi, verdure e vegetali edibili al posto di tradizionali fiori. E nei prossimi mesi a San Siro arriverà anche una nuova linea metropolitana, la lilla.

La zona 8 è quella più al centro della manifestazione avendone parte sul proprio territorio. La superficie su cui si estende l'area espositiva, in tutto 1,7 milioni di metri quadrati, ricade in buona parte sul territorio del Comune di Milano. Inoltre, insieme alla 7, è la zona in cui per prima sono partiti i lavori per rinnovare 62 chilometri di nuove reti idriche e fognarie, 76 di rete per l'elettricità, 19 per il teleriscaldamento, 36 per il gas e 10 per la rete tramviaria.

La zona nove è ultima, ma non per importanza degli interventi: una grande parte di Milano sarà servita, in parte già lo è, da una nuova linea metropolitana. La Lilla, o linea 5, ha preceduto anche la linea 4, quella che collegherà la città a Linate, e presto correrà da una parte all'altra della zona nord della città. Da Bignami a San Siro passando per il cimitero Monumentale. Un'altra grande opera che ha beneficiato delle leggi pensate per non ostacolare le opere connesse a Expo 2015.