«L'histoire de Manon» con scenografie e luci ridotte per la protesta della Cgil

Le due étoiles Svetlana Zakharova e Roberto Bolle dovranno brillare di maggior luce questa sera sul palcoscenico della Scala in «L'histoire de Manon». Nella diatriba sindacale tra la direzione del teatro e i lavoratori della Cgil, la fondazione lirica milanese ha deciso che la prima «andrà in scena con scenografia e luci ridotte a causa di uno sciopero indetto dalla Cgil».

Il corpo di ballo, l'orchestra diretta da David Coleman, Svetlana Zakharova e Roberto Bolle hanno confermato la loro partecipazione. «Il Teatro alla Scala è spiacente per il disagio ma ha ritenuto prioritario che fosse in ogni caso garantita al pubblico la possibilità di assistere allo spettacolo» specifica una nota della direzione che, al contrario del sovrintendente Alexander Pereira, più disposto alla trattativa, ha deciso di tenere una linea dura.

Qualcuno si è chiesto: ci sarà pure un modo per impedire che le questioni interne dei teatri lirici vadano a sfociare in scioperi avvoltoi nelle serate di prima, avvoltoi in quanto vanno a mangiare sui cadaverici interessi di tutti, anche dei lavoratori stessi. Se il teatro funziona alla perfezione, rende di più, se il teatro s'inceppa proprio quando tutto dovrebbe essere perfetto, l'immagine e la professionalità nuoce a tutti, tecnici di palcoscenico compresi.

La delegazione della Cgil chiede «l'assunzione immediata di lavoratori da impiegare nei reparti macchinisti, meccanici, elettricisti e attrezzisti per il 2016», cosa non condivisa dalla direzione che intende continuare con l'organico in corso, anche per non creare aspettative in altri settori professionali.

Secondo il sindacato «la forza lavoro formata da undici uomini della squadra trasporti, che la direzione ha deciso di riqualificare in palcoscenico, non è ritenuta sufficiente. Siamo preoccupati che una parte delicata del lavoro da loro svolto nei magazzini di Pero, sia nei fatti quasi completamente demandata a forze lavoro esterne». Tra le richieste dell'organizzazione anche «un adeguamento dell'organico presso i laboratori Ansaldo e su questo la direzione ha ritenuto di prevedere l'assunzione di sei lavoratori a tempo determinato oltre a tredici persone che verranno impiegate in più reparti; è anche prevista, su richieste sindacali, l'assunzione di venticinque persone per il corpo di ballo».

Le otto ore dello sciopero odierno fanno parte di un totale di ventiquattro che verranno dilazionate in altri giorni, ovviamente sempre a meccanismo avvoltoio, ovvero in date cruciali per il funzionamento del palcoscenico, perché anche uno sciopero oggi è spettacolo, ovvero non deve raggiungere il risultato, ma mettersi in mostra. Stasera l'opera, forse priva della sua totale magia, andrà in scena, più fedele alla filosofia dello «Show must go on», che al vecchio detto del carrozzone italico piangente di «Bambole, non c'è una lira!».