Libeskind: «Milano può competere con il mondo»

«Stavo camminando per una stradina nel centro di Milano quando ho avuto una visione, sculture che avrebbero potuto definire un luogo, uno spazio» racconta Daniel Libeskind, che firma le quattro sculture tecnologiche, commissionate da Siemens per Expo. «Dalla tecnologia all'arte il passo può essere breve» per Federico Golla, presidente e ad di Siemens Italia.

Le opere ispirate «alle ali di un uccello e al volo della mente» animeranno la piazza Italia producendo suoni ed emissioni luminose. Le monumentali eliche in alluminio, alte 10 metri e pesanti 14 tonnellate, sono state montate ieri mattina agli angoli della piazza nel cuore del sito espositivo. «Ero a cena con l'architetto Libeskind, quando mi ha raccontato della sua visione - aggiunge Giuseppe Sala, amministratore unico di Expo 2015 spa - insieme abbiamo chiamato il presidente di Siemens, Golla, per renderlo partecipe di questa idea. Tre giorni dopo eravamo a Monaco per dare avvio al progetto. È stato incredibile». Oltre che con le sculture, Siemens sarà presente a Expo con la Smart Grid sviluppata con Enel: un software basato su tecnologia Cloud, che sarà la colonna portante della infrastrutture tecnologica dell'esposizione.

Libeskind è entusiasta di Expo e del tema: «Sono orgoglioso di lavorare per Expo e di far parte del gruppo di promozione dell'evento, che credo sarà un successo. Così reputo il tema scelto “Nutrire il pianeta, energia per la vita” straordinario. I milanesi sono scettici, ma ora nel mondo il messaggio dell'evento si sta diffondendo e tutti iniziano a parlarne».

Milano? «È una città bellissima, viva e contemporanea, che si è arricchita di opere contemporanee veramente belle. É in grado di competere con il mondo». L'architetto non nasconde l'ambizione che le sculture «volanti» vengano conosciute in tutto il mondo, «portate in giro per diffondere il messaggio culturale» di Expo. «Io sono milanese e mi piacerebbe che un'opera rimanesse in città» scherza Sala. Se dovesse scegliete una collocazione per le sue eliche l'archistar con la passione per il Bel Paese sceglierebbe un luogo di periferia: «il centro è già ricco di bellezze, sceglierei un luogo densamente abitato, grigio, che non ha un'identità precisa, che potrebbe diventare così un punto di attrazione culturale».