La libreria morta e risorta con i cantieri del metrò

Il "Tempo ritrovato" aveva chiuso in via Foppa per i lavori. Poi ha "vinto" uno spazio in centro

La prima lezione che Luca Allodi ha imparato dalla vicenda è che bisogna sempre dare retta alle mogli. Nel settembre 2016 il titolare del caffè-libreria «Bistrò del tempo ritrovato» ha annunciato su Facebook che alzava bandiera bianca dopo nove anni di attività. «Non ce l'abbiamo con l'amministrazione e con i lavori per la costruzione della metropolitana, ma 7-8 anni di cantiere davanti sono un tempo troppo lungo. Non possiamo andare avanti. Siamo costretti a chiudere». É stata una e non certamente l'unica impresa costretta a mollare il colpo per la crisi portata nel quartiere Solari e in altre zone lungo il percorso della futura linea M4. Cesate di cantiere che coprono le vetrine, passaggio quasi azzerato di gente che prima si infilava anche per caso nei negozi. «Abbiamo perso molto economicamente, non si poteva andare avanti. Dopo la chiusura avevamo deciso di prenderci del tempo per ripartire» racconta oggi Allodi. A ottobre però uscì un bando del Comune, metteva a disposizione locali a prezzo calmierato. «La chiusura mi aveva abbastanza provato, non avrei nemmeno tentato, mia moglie Deborah ha insistito». E per fortuna. La coppia ha messo gli occhi sulla sede che sembrava più difficile da conquistare, due vetrine in corso Garibaldi 12, pieno centro. «Una scommessa, non ci credevo troppo». Invece Bingo. Da tre settimane hanno riaperto come «Tempo ritrovato libri», sugli scaffali danno ampio spazio ai piccoli editori indipendenti. Hanno dovuto rinunciare al bistrò («ci avrebbero rimesso sia l'area caffè che la parte libri, abbiamo deciso di concentrarci sul primo amore anche perchè nella zona i locali sono già tanti»). Sul sito spiegano bene la filosofia: «Noi crediamo che, soprattutto in Italia, l'importanza della lettura vada affermata e sostenuta ogni giorno fattivamente. Noi ci mettiamo, quindi, al servizio della città insieme alle tante altre librerie indipendenti nate in questi ultimi anni e ci proponiamo come nuovo ed ulteriore presidio in cui ognuno può ritrovare del tempo per se stesso e gli altri isolandosi, per qualche momento, dal caos cittadino». Luca Allodi ammette che la riapertura in centro (pagando circa mille euro al mese d'affitto) ha trasformato l'incubo M4 «in un finale da favola. Ora parlo da una posizione fortunata ma consiglio ad altri commercianti in difficoltà di tentare la strada dei bandi». La libreria a meno di sorprese otterrà anche il risarcimento di una parte dei soldi investiti per la ristrutturazione.