Tra Liguria e Romania Sala pubblica il 730 ma apre nuovi dubbi

L'uomo di Renzi tira fuori solo la dichiarazione 2013 Giallo su investimenti all'estero e la villa di Zoagli

Chiara Campo

I renziani fanno quadrato intorno a Sala. «La scelta di Beppe Sala di mettere la propria dichiarazione dei redditi on line - tuona il capogruppo del Pd in Consiglio metropolitano Filippo Barberis - è un atto di trasparenza verso tutti gli elettori. Peccato che Stefano Parisi invece prenda tempo». Anche il non renziano Pierfrancesco Majotino, il capolista del Pd che poche ore prima a TgCom24 aveva avuto un confronto con qualche scintilla proprio col candidato sindaco del centrodestra, dichiara che «la scelta di Sala è utile e bella. Quando lo faranno invece gli altri sfidanti?». Non ha nessuna fretta e lo rivendica Stefano Parisi: «Non escludo di pubblicare il mio 730 ma al momento giusto. Sala, non io, aveva un problema di reputazione legato all'aver dimenticato un suo bene in una dichiarazione pubblica, ha fatto bene a metterlo on line per rasserenare l'opinione pubblica». Ma il solito mezzo passo avanti di mr Expo rischia di aprire una nuova scia di dubbi e polemiche. Tutto era nato infatti dalle sviste di Sala sull'autocertificazione che secondo il «Decreto trasparenza», come ex commissario alla società Expo era tenuto a presentare - e lo ha fatto - il 19 febbraio dell'anno scorso. Non compariva un appartamento che invece possiede a Pontresina, in Svizzera. «É stata una dimenticanza ma è sicuramente nella dichiarazione dei redditi, se ci sarà da pagare un'ammenda la pagherò» si era giustificato dopo il polverone. Non rischia un'ammenda ma l'interdizione dei pubblici uffici, il consigliere Fdi Riccardo De Corato ha presentato giusto la settimana scorsa un esposto in Procura. Nella dichiarazione on line, che è riferita ai redditi 2013 e non l'ultima disponibile perchè - ha riferito lo staff - era anche quella collegata all'autocertificazione finita nel mirino, la casa in Svizzera c'è e il manager versa circa 10mila euro di tasse. Ciò non toglie, come dice De Corato, che «sull'atto pubblico non l'ha messa e quindi sarà la magistratura a valutare». Ma tanto più utile sarebbe la dichiarazione 2014, che per ora non ci è stato possibile visionare, per sciogliere altri due gialli.

Non si contesta che a febbraio 2015 non fossero ancora disponibili i moduli del 730 per l'anno precedente, ma il decreto trasparenza impegna a fornire annualmente le variazioni, quindi per completare l'«operazione trasparenza», servirebbe l'ultimo 730 per sciogliere il dubbio che successivamente la villa a Zoaglli in Liguria sia stata messa agli atti: è ancora dichiarata come terreno (correttamente) nel 730 del 2013, ma anche nell'autocertificazione del 2015, quando invece era già finita e probabilmente utilizzata dall'ex commissario nei brevi weekend lontano dai cantieri Expo. E nel febbraio di un anno fa non compariva nulla alla voce «quote di partecipazione e società» quando anche nel 2013 risultavano invece 2.948 euro di quote di partecipazione del capitale o azioni di società in Romania e 1.123.892 euro di «altre attività» all'estero di natura finanziaria. Il suo reddito complessivo era pari a 410.305 euro.

All'appello di Sala a pubblicare tutti insieme il 730, il candidato del Movimento 5 Stelle Gianluca Corrado ribatte che «non ho nessun problema perché la trasparenza rientra nel dna del M5S. Non lo farò certo perché lo ha chiesto il candidato del Pd, sia perché la questione morale non appartiene a questa forza politica sia perché Sala, a quanto ci risulta, si è già reso responsabile di dichiarazioni mendaci non avendo denunciato due proprietà immobiliari allorquando è divenuto ad di Expo».