L'inferno di 19 cani addestrati alla violenza e poi abbandonati

Gli animali erano destinati ai combattimenti clandestini La denuncia di un allevatore

Una storia triste. Riguarda un gruppo di 19 cani appartenuti a un trio di truffatori senza scrupoli e che (questa, per il momento, è solo l'ipotesi investigativa, seppur molto concreta, avanzata dai carabinieri della compagnia di Rho) erano destinati al combattimento in un losco giro di scommesse clandestine. Ora i nostri amici a quattrozampe - tutti molossoidi, perlopiù esemplari di dogo argentino, pastore corso e mastino spagnolo - si trovano in un allevamento di via Vittoria, a Lucernate, una frazione di Rho. Per poco ancora però. I militari, dopo aver sentito il parere delle guardie ecologiche che hanno appurato lo stato di malnutrizione e maltrattamento degli animali (di cui l'allevatore, va detto, non ha alcuna colpa) infatti ne hanno disposto il sequestro preventivo, un provvedimento in attesa di essere convalidato dall'autorità giudiziaria. Inoltre, secondo una valutazione comportamentale fatta sempre dalle guardie ecologiche, gli esemplari che, dopo le peripezie vissute, si sono fatti via via più aggressivi, dovranno essere sottoposti a un periodo di rieducazione.

Tutto comincia a febbraio all'Isola d'Elba. A Portoferraio la polizia locale denuncia tre persone per occupazione abusiva di un terreno recintato e maltrattamento dei quattordici cani che ci vivevano rinchiusi in gabbia. Si tratta di un milanese 40enne, della sua compagna di 47 anni e di un'altra ragazza 26enne che abita con loro. Il gruppetto vive di espedienti. In particolare l'uomo è un noto truffatore e ha precedenti per furto nonché, insieme alla compagna, proprio per maltrattamento di animali.

Dopo la denuncia il trio carica i cani su un furgone e abbandona l'isola. A marzo l'uomo e le due donne arrivano a Lucernate di Rho dove affidano i cani, molti già malconci e aggressivi, a un allevamento privato, in via Vittoria. «Lasciamo qui i nostri cani» spiegano all'allevatore, promettendogli di tornare dopo una settimana. Inutile sottolineare che non si fanno più vivi.

«I cani, intanto, si accoppiano e nascono altri cinque meticci, diventando in tutto 19 - ci spiegano gli investigatori -. Trattandosi di esemplari di grossa taglia, che mangiano parecchio e vanno nutriti regolarmente, l'allevatore è costretto a spendere grosse cifre per il loro sostentamento. Senza parlare delle spese veterinarie che cani di quel tipo richiedono. Quelli maggiormente aggressivi, inoltre, costretti a vivere insieme ad altri, in gabbia e per lungo tempo, diventano ancora più difficili da gestire».

Così, su segnalazione dell'allevatore, intervengono i carabinieri che coinvolgono anche le guardie ecologiche e formulano l'istanza di sequestro preventivo dei cani, denunciando a piede libero per maltrattamento e abbandono di animali i tre truffatori che, naturalmente, hanno fatto perdere le loro tracce. Saranno coinvolti ancora in traffici di quattrozampe destinati al combattimento e a un giro di scommesse clandestine? Per i poveri cani, speriamo proprio di no.