L'intesa tra Sala e Scola: «Via libera alla moschea»

Il sindaco accontenta il Caim che lo ha votato E la Caritas compra case popolari da sistemare

Chiara Campo

Dalla moschea alle case popolari fino alla ludopatia. La prima visita del sindaco Beppe Sala al cardinale Angelo Scola è stata breve (è entrato in Arcivescovado intorno alle 9.30 e ne è uscito un'ora dopo) ma densa di argomenti. Anche quelli caldi della campagna elettorale appena archiviata. «Ringrazio la chiesa per quanto ha fatto in questi anni per tenere aperto il dialogo interreligioso. Concordiamo sul fatto - Sala parla anche per Scola al suo fianco - che le religioni abbiano bisogno di un luogo di culto. Poi bisogna essere certi che le regole siano chiare, ci sia trasparenza». Ma c'è intesa insomma a proseguire sulla concessione di aree pubbliche alle associazioni musulmane perché realizzino una (o piú?) moschee. Una richiesta ancora più pressante da parte del mondo musulmano: grazie ai voti del Caim è stata eletta in Consiglio come esponente Pd L'islamica Sumaya Abdel Qadar.

Il cardinale ragiona sulle conseguenze della Brexit, sia per quanto riguarda l'accoglienza dei profughi che per il ruolo che Milano (e l'Italia) possono giocare. «Vedo che c'è forte sensibilità sul tema della povertà e dell'accoglienza - afferma Scola - non possiamo girarci dall'altra parte. Dall'autoritá politica, ma qui non e soltanto un problema di Comune o Regione ma si realtà italiana p europea, tocca il compito di un progetto organico che purtroppo ancora non c'è. I o parlato più volte negli ultimi due anni di una sorta di piano Marshall, bisogna farlo e speriamo che la Brexit non produca involuzioni. Bisogna fare una proposta che garantisca la sicurezza ovviamente ma nello stesso tempo non rinunci in alcun modo all'accoglienza». Il Comune poi, si rivolge a Sala, «può fare molto per coinvolgere la società civile nei processi di integrazione, m pare che il sindaco su questi temi sia avveduto». E torna a ripetere che «dopo la Brexit penso che Milano, non deve sembrare un eccesso di orgoglio il mio, debba trainare il Paese verso la rigenerazione dell'Europa, ha le carte in regola per questo».

Volando su un terreno più basso ma di estrema urgenza, Scola e Sala hanno discusso dei «tanti mali contemporanei, come la ludopatia su cui bisgna lavorare insieme» ma soprattutto sul tema delle case popolari e della periferia. É Scola ha annunciato che finalmente può decollare un progetto già annunciato un anno fa. «Noi faremo adesso questo gesto, acquisteremo 70 alloggi ex Aler» quindi quelli comunali che or sono in capo a Mm «per sistemarli e affittarli a canoni privilegiati a chi ne ha bisogno». Si tratta di appartamenti sotto soglia che non possono rientrare nelle liste d'attesa, ma essere destinati a scopi sociali. La Caritas investirà circa un milione di euro per ristrutturarli (non sarà un vero acquisto ma una sorta di comodato) e poi assegnarli. E Sala ribadisce l'impegno a «investire subito su un piano di restyling dei quartieri popolari», per dare un segnale ha deciso di tenere per sè la delega sulle Periferie. Sala ha ribadito anche il pieno sostegno (non sempre condiviso a sinistra) «alle scuole paritarie a ogni livello. Sono la diocesi ha 300mila bimbi iscritti agli asili, ci danno una mano incredibile». «Terremo un rapporto stretto e quando dovessero sorgere incomprensioni ci dovremo sentire rapidamente» è la raccomandazione di Scola. Che chiude auspicando di avere «entro Natale una data per la visita del Papa a Milano».