Lirico, l'asta è ancora deserta Il Comune prova a far da solo

«Farò di tutto perché il teatro torni alla città entro la fine del mio mandato». Il sindaco un anno fa si era sbilanciato sulla riapertura del Lirico, il gioiellino di via Larga chiuso da 14 anni. Ma dopo due bandi flop lanciati tra gennaio e febbraio per trovare un privato pronto a investire 18-20 milioni per ristrutturare e gestire il teatro, ora - nonostante il bilancio in rosso - ha deciso di far da sè per mantenere entro il 2016 almeno quel patto. Il recupero non era stato inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche, per questo una quindicina di giorni fa quando Pisapia e assessori hanno deciso di sbloccare il cantiere, hanno concordato anche l'escamotage. Verrà definito priorità attraverso un emendamento di Consiglio, così a fine settembre con l'approvazione del Bilancio 2013 potranno essere stanziati subito i 16 milioni necessari per far partire l'ingranaggio. Si corre in estate per redarre progetto preliminare e definitivo, ieri i tecnici hanno fatto un sopralluogo in via Larga, si è unito anche l'assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza. Precisa subito che il progetto sarà ridimensionato rispetto al passato, «recupereremo i locali ma senza fare grandi voli pindarici». Il Lirico, progettato dal Piermarini e inaugurato nel 1779, è del Comune dal 1927. Con i due bandi Palazzo Marino aveva cercato di accollare ad un concessionario i costi pesanti del recupero, in cambio di una concessione trentennale. Il vincitore avrebbe dovuto garantire almeno 200 spettacoli all'anno di musica, teatro e danza, ma anche «sperimentazione di linguaggi, creazioni multimediali, proiezioni cinematografiche». Aveva dato speranza la manifestazione di interesse da parte di «Trident Management», società del gruppo Live nation che è leader nell'organizzazione di concerti, ma non si è concretizzata in offerta. Ora Pisapia conta nella partenza dei lavori a inizio 2014 per arrivare in tempo alla meta. Poi ci sarà un band per affidare arredi e gestione, e trovare un pretendente non dovrebbe essere più un'impresa.
Ieri in Commissione la Rozza ha fatto il punto con i consiglieri sul Piano Opere pubbliche 2013: progetti per 155 milioni che, con il Bilancio bloccato fino a fine settembre, di fatto «diventeranno cantiere solo nel 2014 - ha sottolineato il capogruppo di Fdi Riccardo De Corato - quest'anno il Comune si limita a riparare buche e fare certificati antincendio». L'assessore ha anticipato invece che verrà chiusa e ricostruita la scuola media di via Hermada e abbattuto l'asilo di via Ghini. Ma avverte: «Serve un monitoraggio delle scuole di cui abbiamo veramente bisogno nei prossimi anni, ne abbiamo una marea chiuse. Decidiamo quali abbattere o ricollocare, senza farci condizionare dai comitati dei genitori».