Il Lirico occupato dagli studenti

Occupiamo? E occupiamo dai! Ieri alle 10.30 un gruppo di circa 150 ragazzi già noti in città (e alla Digos) perché appartenenti all'area eversiva studentesca, hanno deciso di insediarsi nell'ex Teatro Lirico di via Larga organizzandosi proprio come avevano fatto negli ex uffici della Regione durante i No Expo Days succeduti al May Day Parade del 1° maggio, cioè con una Taz (temporary autonomous zone) di un giorno. Oggetto della protesta di ieri: i test Invalsi (acronimo di Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell'Istruzione) nelle scuole superiori di tutta Italia, in programma stamattina. Prove scritte che hanno lo scopo di valutare i livelli di apprendimento degli studenti al terzo anno della scuola secondaria di primo grado. Non si sentono rappresentati dai test Invalsi i gruppi di sinistra, la Rete studenti, il Casc Lambretta, il Fronte della gioventù comunista e l'Unione studenti non si sentono rappresentati, come hanno scritto sul solito lenzuolone appeso fuori dal prestigioso edificio. E vogliono prenderne le distanze.
«Mandano un messaggio di cultura solo nozionistico» hanno risposto a chi chiedeva loro la ragione di tutta questa idiosincrasia per l'Invalsi, agitando fumogeni accesi mentre entravano in una proprietà del Comune, simbolo di Milano, e «oggetto di un importante progetto di recupero, già finanziato con 16 milioni di euro, messo a punto da questa Amministrazione dopo 15 anni di abbandono» come ci hanno tenuto a precisare, stavolta miracolosamente opponendosi al blitz dei giovani protetti del sindaco Pisapia - l'assessore ai Lavori pubblici e Arredo urbano Carmela Rozza e l'assessore alla Sicurezza e Coesione sociale Marco Granelli.
«È necessario che gli occupanti escano subito - hanno aggiunto gli assessori -, questa amministrazione li riterrà responsabili dei danni ai beni e ai materiali di cantiere e dell'incolumità delle persone. Ricordiamo che il restauro del Teatro Lirico prevede il recupero di materiali di pregio come fregi in gesso, balaustre in ottone, rivestimenti in marmo, stucchi dorati. Si tratta di beni vincolati dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Architettonici che in questo momento sono messi in pericolo dalla presenza degli occupanti». E il tandem Rozza-Granelli non scherza al punto che «i ragazzi» li hanno denunciati alla polizia locale. «Abbiamo in carico la struttura e un intervento di restauro» hanno ribadito gli assessori mettendo le mani avanti. Come a dire: se dovesse succedere qualcosa...
E infatti la Digos assicura che i giovani usciranno stamane. O al massimo domani (previa festeggiamenti serali con scopi di autofinanziamento). Tuttavia in questura (ma anche altrove) la domanda aleggia spontanea: quale sarà la prossima causa a scatenare il disgusto dei «ragazzi»? E, soprattutto, cosa occuperanno stavolta?