L'Irpef raddoppia I sindacati scendono sul piede di guerra

L'assessore ribadisce e incassa critiche e proteste. Da destra e da sinistra. Ieri in commissione a Palazzo Marino Francesca Balzani ha confermato che venerdì porterà in giunta la proposta di Bilancio dove i due valori - addizionale Irpef e Imu - saranno quelli decisi a maggio scorso. Ovvero Irpef allo 0,8 per cento e Imu allo 0,55 per cento. «Non ci sono ragioni perché le leve fiscali siano diverse da quelle che ho presentato a maggio - ha detto Balzani - anche perché nel frattempo si è creato un ulteriore spareggio di altri 60 milioni». Il salto (ora l'Irpef è allo 0,4 per cento) spalmato indistintamente su tutti i redditi e con il calo dell'esenzione da 33.500 a 15 mila euro, aveva già spaccato la stessa maggioranza. In Commissione ieri l'assessore Balzani non è voluta entrare nel dettaglio suscitando la forte protesta dell'opposizione. «Commissione inutile, buttati via duemila euro», tuonava il leghista Morelli che, insieme a Alan Rizzi (Pdl) e Riccardo De Corato (FdI) chiedevano di vedere il documento per entrare nel merito della discussione. Francesca Balzani dopo aver ripercorso le tappe e avere ricordato le toppe che l'altro ieri ha promesso il Governo a Milano per limitare la voragine di bilancio, ha rimandato a venerdì. Ma nel pomeriggio ad alzare le barricate contro l'ulteriore inasprimento fiscale sono stati anche Cgil, Cisl e Uil. «Un aumento indiscriminato dell'addizionale comunale Irpef è semplicemente inaccettabile. Confidiamo che il Comune torni sui suoi passi», tuona Danilo Galvagni (Cisl). «Il sindaco Pisapia - prosegue - sbandiera ai quattro venti che ogni iniziativa del Comune è ispirata al criterio di equità. Non mi sembra sia stato sempre così e certamente non lo è stato di recentemente con gli aumenti degli abbonamenti Atm che hanno colpito soprattutto le fasce più deboli della popolazione come gli anziani, gli studenti e i lavoratori che usano i mezzi pubblici per necessità. Il Comune ha le sue necessità di bilancio ma non le può, sempre e comunque, scaricare sui cittadini in modo indiscriminato». Anche lui invoca «i criteri di progressività». Così come Graziano Gorla (Cgil): «È iniquo e inaccettabile. Ancora una volta ci tocca assistere a un dibattito sul risanamento dei conti pubblici del comune di Milano nel quale le uniche ricette proposte sono ulteriori aumenti al costo dei servizi e tagli, senza una chiara politica di miglioramento e riqualificazione, a cui si aggiunge un aumento delle imposte locali che andrà a colpire pesantemente i redditi da lavoro e dei pensionati milanesi». Non solo. Gorla chiede che il sindaco «come previsto» avvii una serie di incontri con le categorie interessate. Lamentano di non essere stati interpellati: «Non siamo stati posti in condizione di confrontarsi seriamente sul merito né sulle linee strategiche», dice Walter Galbusera (Uil) e, conclude, «è profondamente iniquo aumentare le tasse a lavoratori e pensionati».