«L'Isis recluta anche a Milano»

Jihad su Internet. Allarme di Cristina Villa, super poliziotta a capo dell'Antiterrorismo

«La situazione di Milano è molto controllata, ma dire che in questa città l'Isis non recluta, non ha appeal, non sarebbe vero perché le nostre indagini dimostrano esattamente il contrario».

Parla l'esperta di terrorismo islamico Cristina Villa, dirigente della sezione antiterrorismo della Digos di Milano dal dicembre 2011. Sue le inchieste che a luglio hanno portato in cella la famiglia della foreign fighter Maria Giulia Sergio e, qualche settimana più tardi, due affiliati dell'Isis, un algerino e un pakistano che progettavano attentati tra il Bresciano e l'area milanese.

«Credo che i coacervi del fondamentalismo islamico deviato, quello che odia e uccide per intenderci, oggi non abbiano i loro punti di riferimento nelle moschee: è dal 2008 che a Milano in un'indagine non entrano le moschee. Ormai ci si incontra su internet dove l'Isis fa il maggior numero di proseliti».

«Nel 2009, abbiamo avuto il precursore della figura del “lupo solitario“ mitizzata dal Califfato: Mohamed Game»