Una «lista Pisapia» con Sel e indipendenti

Obiettivo condizionare il candidato e togliere d'impaccio i vendoliani

Alberto GiannoniGiuliano Pisapia non c'è ma si gioca molto. Alle primarie ora, alle elezioni poi. Non sono pochi gli errori attribuiti al sindaco uscente, fra questi la scelta di non correre per il bis dando poi comunque battaglia col sostegno alla sua vice, Francesca Balzani. Pisapia ha commesso errori politici ma è anche confermato, e assodato, il suo ascendente su una larga fetta della sinistra milanese, che gli riconosce dal 2011 un'autorevolezza solo in parte scalfita da un operato amministrativo spesso discutibile e discusso anche presso il suo elettorale. Si dice che Pisapia coltivi una doppia ambizione: giocare da protagonista sullo scenario della politica nazionale e nella partita milanese. Difficile conquistarsi un ipotetico rango da leader nazionale, diventare un anti-Renzi capace di mettere insieme la sinistra arcobaleno e la «base del Pd» - a cui spesso si è rivolto. Solo un exploit della Balzani alle primarie potrebbe regalargli un a simile prospettiva «romana». A Milano è diverso. In città il passo indietro gli ha dato, insieme a qualche malumore, anche la possibilità di conservare l'immagine di «padre nobile» della piazza arancione. Su questo feeling e su alcune condizioni (e ambizioni) politiche oggettive, si sta ora costruendo una prospettiva inedita, in grado di terremotare tutto lo schieramento arancione milanese: una «lista Pisapia».Il nome potrebbe non essere questo (e il sindaco attuale certo non correrà) ma la sostanza sì: una lista ispirata (d)a Pisapia. Una lista in grado di richiamarsi alla sua eredità politica e animata da alcuni fra più stretti collaboratori. Dentro questa ipotetica lista civica e di sinistra troverebbe posto una parte di Sel, che potrebbe così uscire dall'imbarazzo di sostenere un candidato indigesto a sinistra come Beppe Sala. Ci sarebbe tutto il mondo dei comitati per Milano, le truppe civiche «arancioni» (mentre i comitati dell'assessore Franco D'Alfonso sono schierati con Sala). Dovrebbe esserci il braccio destro di Pisapia Paolo Limonta. Ma non solo. A dare forza, e candidati, alla lista di Pisapia concorrerebbe tutto un mondo di salotti progressisti e intellettuali radical chic che si sono mostrati affezionati all'avvocato-sindaco tanto da sostenere la corsa a sindaco della sua vice. Il progetto starebbe in piedi ovviamente nel caso (improbabile) in cui Balzani vincesse, ma sarebbe utilissimo soprattutto nel caso di una (più probabile) affermazione di Sala: difficile dire se in quel caso la lista potrebbe ospitare anche la stessa Balzani (che potrebbe sempre optare per una candidatura col Pd). Ma sicuramente Sala metterà in campo la sua lista civica. E quindi alle elezioni vere potrebbe riproporsi in altre forme il duello Pisapia-Sala. Quale delle due liste «personali» prenderà di voti? E, nel caso (tutt'altro che improbabile) di un successo della lista Pisapia-Sel scatterebbe l'elezione di un numero di consiglieri in grado di condizionare tutti (tenendo la barra del timone a sinistra), in ogni caso, vittoria o sconfitta che sia.AlGia

Commenti
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giangol

Dom, 07/02/2016 - 10:54

apposto siamo! se vincono loro iniziate a cambiare nome alla città, mikabul