Liti violente nei villini Aler tra i viottoli di Città studi

Elena Gaiardoni

«Una donna extracomunitaria è precipitata da un tetto nella notte tra giovedì 18 e venerdì 19 agosto. Si è buttata per fuggire a un'aggressione, oppure un connazionale l'ha gettata dopo un litigio? Vedendola mezza morta, un passante ha chiamato l'ambulanza. Non sappiamo più nulla di lei. Può l'abusivismo continuare in mezzo a tanta violenza, dove a rimetterci sono sempre le donne?». Proseguono le denunce di Gabriella Baio, che si è accorta in questi giorni dell'occupazione delle villette Aler, tra via Andrea del Sarto e via Tiepolo.

Sono le prime tre di via Apollodoro - partendo da piazza Ferravilla verso via del Sarto - le case occupate da persone africane, che non si risparmiano schiamazzi notturni per i quali non stanno tranquilli gli abitanti, ma anche la vita di una donna africana non vale un soldo di cacio. «Dalla fine di luglio tutto il lotto di edifici è stata assegnato alla società Quartiere del Sarto srl, che ha vinto il bando comunale per 11 milioni e 120 mila euro. Le case sono ancora allo stato brado. Per evitare questo far-west il Comune dovrebbe chiudere la piccola, buia via Apollodoro» rimarca Gianluca Boari, consigliere di Zona 3 per la Lega Nord.

Da cinque, sei giorni Gabriella Baio sente rumori di vetri rotti e di mura sfondate. Non basta murare il pianterreno di questi undici villini per mettere in sicurezza i vani interni. Gli uomini sono capaci di scavalcare gli ostacoli e, rompendo i vetri del primo piano, riescono a entrare nelle case. Non lo fanno solo per ripararsi, questo è il problema, lo fanno soprattutto per condurre al buio, lontani dalla strada, episodi di delinquenza. «A volte, quando torno a casa alla sera, rincorrono anche me. Mi chiudo la porta alle spalle con il cuore in gola. Si può continuare a vivere così?» dice la Baio, che per le sue battaglie contro l'occupazione dei centri sociali al centro Lambretta ha preso due anni fa l'Ambrogino d'oro. I villini di via Apollodoro sono in stile Liberty, costruiti tra il 1924 e il 1925 su progetto dell'architetto Giovanni Broglio. Gioielli da custodire per raccontare la storia di questa città.

Quando si procederà a risistemarli? Intanto una donna «cade» dal tetto, nessuno sa come se sia morta, oppure no.