Liu, i tre fratelli d'oro della cucina orientale

Claudio è oggi l'unico etnico stellato d'Italia Giulia e Marco hanno reso cult i piatti cinesi

Mimmo di Marzio

«La regola del cielo è la perfezione e la regola dell'uomo è la ricerca della perfezione» recita un antico proverbio cinese. Sembra proprio la regola che ha ispirato la famiglia Liu, abitanti eccellenti della nuova generazione orientale a Milano che in pochi anni ha condotto la cucina etnica a livelli impensabili per chi era abituato ai polli alle mandorle e ai wanton fritti di Chinatown. Altri tempi, verrebbe da dire, anche se ad essere rimasta indietro era forse era l'Italia rispetto alle grandi capitali della ristorazione internazionale. Altri tempi, fino a quando Claudio Liu, trentenne figlio d'arte della regione di Shangai e maggiore di due fratelli, decide nel 2006 di fondare in via Piero della Francesca un ristorante che punta molto in alto. La stella polare è il Giappone e il nome, Iyo, deriva dalla parola Ukiyo che nel Sol Levante significa «promessa di piacere». Da allora sono trascorsi quasi dieci anni che sono valsi al primogenito dei Liu la prima stella Michelin mai conferita in Italia ad un ristorante etnico, stella appena riconfermata per il terzo anno consecutivo. La ricerca della perfezione, quella dell'antico proverbio, lo ha guidato fino ad oggi, nei giorni della riapertura con un completo restyling di un locale dal design sobrio e di eleganza internazionale, lontano ormai anni luce dal folclore e dai clichet dei ristoranti orientali. «Il nostro ideale di perfezione sta in un'altissima qualità delle materie prime e nella maniacale ricerca delle tecniche di cottura», dice Liu in forbitissimo italiano che tradisce la naturalizzazione in Alta Italia; a Correggio, il paese di Ligabue. «L'altra stella polare è il lavoro di squadra, perchè la perfezione non è mai nel singolo ma nella cura di ogni dettaglio» dice fra i marmi portoro che rivestono le pareti soffusamente illuminate da cascate di catene argentate che pendono dai soffitti. La squadra, del resto, è composta da autentici fuoriclasse, a cominciare dallo chef giapponese Haruo Ichikawa, che chi scrive vide trionfare al festival Girotonno di Carloforte sflettando perfettamente un tonno adulto nel giro di venti minuti. A lui si affiancano lo chef italiano Michele Biassoni, il direttore di sala sommelier Matteo Ghiringhelli e lo chef sommelier Danilo Tacconi che gestisce un cantina di 500 etichette.

Ma l'ideale di perfezione della famiglia Liu non si ferma a Claudio. La sorella, la brava e affascinante Giulia, è infatti alla guida del «Gong» di corso Concordia, elegante ristorante cinese ai vertici dei locali di moda della città. Il più giovane dei tre, Marco, ha invece fondato in via Ravizza il «Ba Asian Mood», affermato tempio di cucina fusion. Buon sangue, è il caso di dirlo, non mente.