«Livello d’attenzione alto ma nessuna zona rossa»

«Il Papa è una personalità che unisce». Durante un incontro in Arcivescovado è bastata una breve frase al prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, per far comprendere come il bagno di folla previsto dalle tappe milanesi di Benedetto XVI tra il primo e il 3 giugno non debba essere sentito come un momento di pericolo ma di serenità. Dovrà essere un’«accoglienza professionale» quella che i milanesi e le famiglie di tutto il mondo potranno riservare al Pontefice, un’ospitalità che non prevede alcuna «zona rossa off limits», affinché l’evento sia «aperto» secondo lo spirito di fratellanza che la visita di un Papa richiede e infonde.
La minaccia terrorismo? «Il livello d’attenzione sarà alto», ha aggiunto il prefetto che esclude nel contempo qualsiasi stato d’allarme. Intanto il questore Alessandro Marangoni si sta occupando di un piano di sicurezza che coniughi la protezione di Benedetto XVI con la libera gioia che più di un milione di persone hanno il diritto di vivere in questo atteso appuntamento. La visita di Ratzinger, in occasione del settimo Incontro mondiale delle famiglie, oltre al centro della città coinvolgerà anche i comuni di Bresso, Cinisello Balsamo, Cormano, Cusano, Milanino, Paderno Dugnano e Sesto San Giovanni.
L’amministrazione milanese insieme a tutte le altre autorità interessate ha già individuato una zona che nelle gionate del 2 e 3 giugno sarà preclusa al traffico normale dei veicoli. Si tratta dell’area delimitata a nord - ovest da via Girardengo a Cormano e dal cimitero di Bresso, per continuare lungo tutta la via Papa Giovanni XXIII e la strada consorziale della Bicocca fino a viale a Sarca a est. Il perimetro di delimitazione prosegue verso sud con viale Giovanni Suzzani e continua con via Gregorovius, via Torreggia, via Giuditta Posta fino a viale Rubicone, che si ricongiunge a via Girardengo.
Nel territorio delimitato da queste strade potranno circolare solo le automobili dei residenti, i veicoli adibiti al trasporto pubblico, i taxi, le auto che esibiscono l’autorizzazione della Fondazione Family 2012 e del trasporto handicap. Inoltre tutti i mezzi adibiti ai servizi sanitari compresi quelli veterinari, a servizi stampa e di società sportive. «Non trascureremo di proteggere il Papa con un’attenzione massima» ha concluso il prefetto, anche grazie all’impiego di parecchie centinaia di uomini di cui la prefettura e la questura, nel loro impegno sinergico, stanno vagliando la disponibilità.