Dal Lombardia day Alfano detta le regole per un nuovo Pdl

La questione settentrionale, ma anche progetti concreti per le primarie nazionali e i congressi cittadini da organizzare già per settembre. A dire che il ramo Lombardia del Pdl dovrà avere un ruolo (se possibile) ancor più importante nel rilancio del partito, è stato il segretario Angelino Alfano arrivato sabato a Milano per partecipare al Lombardia day, la manifestazione organizzata per fare il punto sui risultati raggiunti dalla giunta Formigoni. «Un modo - spiega l’ex ministro Mariastella Gelmini - per rispondere agli attacchi non sul piano personale, ma con la concretezza del buon governo». Col dilemma dell’appoggio al governo. «Al Pdl non manca senso di responsabilità - aggiunge -, ma non possiamo pagare un prezzo così alto all’infinito. Il Nord è molto deluso da Monti». Perché l’attenzione al tessuto economico e sociale del Nord vero motore produttivo del Paese, in questi tempi di crisi diventa la sfida decisiva per restituire al centrodestra un peso da protagonista. Di questo, oltre che della buona riuscita della manifestazione di sabato, si è parlato in un pranzo organizzato in un locale di via Fiamma da Ignazio La Russa e a cui oltre ad Alfano, alla Gelmini e al fratello Romano, hanno partecipato il coordinatore Mario Mantovani, Roberto Formigoni, Maurizio Lupi e Gregorio.
Piatto forte del menù, l’accelerazione voluta da Alfano alle primarie per scegliere il prossimo candidato premier. Con la richiesta ai colonnelli lombardi di offrire proposte concrete da portare al Tavolo delle regole convocato ieri a Roma. «Premesso che non mi candiderò né alle primarie, né al parlamento perché rimarrò fino al 2015 in Regione - commenta Formigoni - questa è la strada giusta. È con una grande partecipazione alle le primarie che dobbiamo scegliere il successore di Berlusconi». E lo stesso Alfano nel suo sito internet spiega che «con le primarie avremo un’occasione vera per far emergere le migliori risorse di cui disponiamo. Un’occasione per il rilancio del Pdl anche con candidature nuove, di soggetti che non hanno avuto in passato militanza politica». E qui si inserisce la proposta di Daniela Santanché che chiede «il 50 per cento delle liste elettorali del Pdl riservato alla società civile». E che in contemporanea con il voto delle primarie, i cittadini possano depositare ai gazebo l’auto-candidatura. Requisito principale, «avere un lavoro e se studenti essere in regola con gli esami, perché la politica non è un mestiere o una carriera». L’assalto dei giovani «formattatori» del Pdl? «Alle primarie - replica Alfano - può giocare la nazionale, non per forza la nazionale under 21». E, rimanendo nella matafora calcistica, in campo ci sono due ipotesi: le primarie «all’italiana» sul modello Pd (per la verità non proprio vincente per i candidati di Pierluigi Bersani) fatte in un giorno e aperte a tesserati e simpatizzanti. Oppure quelle all’americana, con un mese di campagna elettorale con votazione dei delegati nelle province e scelta finale a una convention. Chiara la posizione di Lupi, «dovrà essere un grande momento di partecipazione aperto a tutti i nostri elettori, simpatizzanti e chi vuol dare voce all’area moderata». Per Alessandro Cattaneo, il giovane e brillante sindaco di Pavia leader del movimento «Formattiamo il Pdl», le primarie devono essere «aperte ai non tesserati, estese a tutti i livelli dirigenziali, ma soprattutto vere. Un momento reale di rinnovamento della classe dirigente attraverso il confronto di idee e programmi. Aprendo le stanze fumose a simpatizzanti e cittadini».