Alla Lombardia il record dei pirati della strada

Con 117 episodi gravi dall'inizio dell'anno è la regione che detiene il primato negativo

I dati raccolti dall'Asaps (Associazione Sostenitori della Polizia Stradale) attribuiscono alla Lombardia il primato negli episodi di pirateria stradale: 117 casi significativi dall'inizio del 2015, si legge nella ricerca condotta dall'Osservatorio dell'associazione. Di cui l'ultimo è quello che l'altro ieri sera ha coinvolto una 13enne, investita attorno alle 21.30 mentre attraversava sulle strisce pedonali via Giovanni da Cermenate. La ragazzina è ancora in gravissime condizioni all'ospedale Humanitas di Rozzano.

Un record che si spiega in parte con le dimensioni: la Lombardia, con i suoi 10 milioni di abitanti, è la regione più popolosa. Anche se il resto della classifica dimostra che il numero di abitanti incide fino a un certo punto. Al secondo posto - ma con un numero decisamente inferiore - c'è il Lazio, con 73 episodi (dei quali quasi la metà, 30, nella Capitale). Seguono il Veneto con 70 casi, la Toscana con 65, l'Emilia Romagna con 59. Il primato della pirateria stradale si concentra nel centro-nord, mentre al sud compaiono nell'ordine la Campania con 53 casi, la Sicilia con 44 e la Puglia con 35. Chi era alla guida dell'auto che sabato sera ha travolto la 13enne di origine cinese è scappato, poco dopo lei veniva soccorsa dall'ambulanza chiamata dai genitori. Ma ci sono buone speranze che il pirata venga rintracciato: succede nel 58,4 per cento dei casi di omissione di soccorso, percentuale che schizza oltre il 75 per cento nei casi di incidenti mortali.

I pedoni sono le prime vittime: 49 morti registrati nel periodo estivo. Poi vengono i ciclisti: ne sono stati uccisi 11 tra giugno, luglio e agosto. Queste due categorie da sole costituiscono il 64 per cento del totale dei morti a causa di pirati della strada ogni anno.

E guardando allo scorso anno la situazione su questo fronte sembra peggiorata: il solo mese di agosto ha visto 113 casi di pirateria grave, con 23 morti e 110 persone ferite. Nello stesso mese del 2014 gli episodi significativi furono 78 e i morti meno della metà: otto in tutto. «È stato l'agosto peggiore da quando abbiamo avviato l'Osservatorio», commenta il presidente dell'Asaps, Giordano Biserni. Anche dal confronto su base annua si può desumere un peggioramento del fenomeno: nei primi 8 mesi del 2015 ci sono stati in tutta Italia 693 episodi, il 9,3% in più dell'anno precedente, quando il dato assoluto si fermò a 634. Le persone uccise da auto pirata sono aumentate addirittura del 22 per cento, passando da 77 a 94; i feriti il 4,2 per cento in più, da 765 del 2014 a 797 di quest'anno. Il motivo, per Biserni, è soprattutto nel fatto che «molti hanno scoperto che scappare conviene: anche se si viene identificati, se questo avviene succesiamente non si può essere sottoposti a test su alcol e droga. E alla fine tra patteggiamenti e sconti di pena la condanna media è attorno ai due anni: è diventato un reato di serie B».