In Lombardia solo mille prof Eppure mancano 2.000 posti

Oggi in Lombardia servirebbero circa duemila insegnanti. Con il bando che uscirà martedì invece sarebbe coperte soltanto poco più di mille posti: 1044, meno della metà di quello che servirebbe - ad oggi - per coprire il fabbisogno e far funzionare la macchina-scuola così com'è. L'insistenza sull'«oggi» non è un vizio stilistico. Il concorso indetto dal ministero per la prima volta dopo 13 anni sfornerà infatti insegnanti che andranno a occupare le cattedre dal prossimo anno scolastico. E - domani - quei 2000 posti oggi vacanti saranno molti di più con l'aggiunta dei pensionamenti. Non solo dunque il concorso che selezionerà «giovani e meritevoli» prof al passo con i tempi non garantirà alla Lombardia neanche quello che servirebbe per coprire l'esistente, figuriamoci poi stimare che per farla funzionare meglio ne servirebbero molti di più. I circa duemila posti che servirebbero alla Lombardia finiscono invece alla sola Campania, 1968 per la precisione, più del doppio di quanto viene assegnato alla Lombardia. È una ripartizione che penalizza tutto il nord. Crea posti in Calabria, Lazio, Sicilia per lo più. Con percentuali massicce in ogni campo di istruzione e in ogni scuola di ordine e grado. Ma al di là della questione nord-sud, il problema come fanno notare gli esperti del settore, da una parte (al nord) i posti reali scoperti ci sono dall'altra (al sud) no. «Già eravamo stati penalizzati quest'estate perché non ci era stato dato un numero di posti proporzionato», commenta a caldo il direttore scolastico regionale Giuseppe Colosio. Per le ultime immissioni a ruolo di 3.146 insegnanti in Lombardia il 50 per cento era stato preso dalle graduatorie e il resto dalle graduatorie dei vecchi concorsi, le cosiddette permanenti, perché la graduatoria lombarda era già esaurita. Il bando insomma non considera le reali necessità delle scuole lombarde. Ma con criteri che lasciano scettici anche gli esperti del settore attribuisce risorse laddove non ce n'è bisogno. «Abbiamo più posti vacanti noi che non il Lazio o la Campania», ribatte Colosio. In Lombardia la scuola elementare è una tra quelle che ha più bisogno. I dati. Il prossimo anno ci sarà bisogno per com'è strutturata di circa 600 posti. Il bando coprirà 390 cattedre, contro le 540 della Campania, le 411 del Lazio, le 362 della Sicilia e via di questo passo. Prendiamo il sostegno. «È uno dei nostri buchi più grossi», fa notare Colosio. Solo 8 i posti per la scuola dell'infanzia contro i 26 della Campania. Tre volte di più. E così anche alle elementari, alle medie e alle superiori: in testa c'è sempre la Campania. Vince sempre. E con margini ampissimi. Il sostegno alle superiori siamo a 55 a 23, più del doppio. Insomma non sono neppure differenze minime. Si tratta di una sproporzione che per dirla con Colosio lascia «allibiti e sgomenti». Domani uscirà il bando per il maxi-concorso voluto dal ministro Profumo e sarà certamente interessante entrare nel dettaglio dei criteri usati per stabilire la ripartizione dei posti tra le varie regioni. Logica infatti vorrebbe che se in una regione ci sono «tot» posti vacanti il bando visto che per l'appunto punta alla competenza e alla professionalità vada a coprire quel «tot» di posti. Ma è logica. Troppo semplice e lineare. Ai prof lombardi non resterà che pensare o sperare in un posto sì ma a mille chilometri da casa.