La Lombardia del vino alla conquista del mondo

Da domani la cinquantesima edizione della kermesse veronese Per la nostra regione la sfida è un'ulteriore crescita dell'export

di Andrea Cuomo

Franciacorta, Lugana, Oltrepò Pavese, Moscato di Scanzo, San Colombano, Valtellina, Valtènesi, Botticino. La Lombardia schiera i suoi top player nel Vinitaly numero cinquanta, che inizia domani alla fiera di Verona per chiudersi mercoledì 13. Una presenza, quella dei vini lùmbard, che non passa mai inosservata. Il padiglione lombardo è da anni tra i più affollati - in certi momenti ai limiti della praticabilità - della rassegna veronese. In particolare sono i corridoi dell'area riservata al Consorzio Franciacorta, il territorio che sta trainando tutto il vigneto Lombardia, a dare il fermo immagine di un successo che non accenna a scemare.

Successo testimoniato anche dai numeri. Tra il 2010 e il 2015 il valore dell'export dei vini della regione è cresciuto del 20 per cento, toccando quota 255 milioni di euro. Tutto ciò senza considerare che proprio il Franciacorta è ancora carente sui mercati esteri rispetto alle proprie potenzialità, penalizzato com'è da un prezzo non proprio economico che lo pone in concorrenza con gli Champagne che, se non sono inarrivabili da un punto di vista qualitativo - certi Franciacorta non hanno nulla da invidiare a un Blanc de Blancs - lo sono dal punto di vista della fama e del marketing secolare. Altri numeri importanti: l'incremento dell'11,7 per cento delle produzioni docg e del 9 per cento di quelle doc, che fanno della Lombardia una delle regioni maggiormente garantite d'Italia, con una quota di vini lombardi a denominazione che sfiora il 90 per cento a fronte di una media italiana del 75. Questo malgrado un calo della produzione complessiva della vendemmia 2015, che con 1,285 milioni di ettolitri fa segnare un arretramento di oltre 59 milioni rispetto al 2014. Insomma: meno vino ma più buono.

Al Vinitaly la Lombardia sarà presente con circa 200 aziende espositrici e con una novità logistica non trascurabile: una sala degustazione da 30 posti destinata in primo luogo ad accogliere le delegazioni di buyer stranieri. Perché è chiaro che i margini di crescita sui mercati stranieri sono ancora ampi, non solo per la Franciacorta. «Siamo la regione con maggiore possibilità di scelta in Italia - spiega Gian Domenico Auticchio, presidente di Unioncamere Lombardia - con spumanti di fama internazionale, passiti da meditazione, grandi rossi eroici di montagna, bianchi eleganti, rosati dall'incomparabile fascino, bianchi e rossi fermi e frizzanti, oltre a varie produzioni di nicchia di inestimabile valore. Per questo dobbiamo coltivare l'ambizione di fare del vino un fattore riconisciuto di eccellenza per la nostra Regione, al pari di moda e design».

Tra i principali appuntamenti del padiglione lombardo, la presentazione, lunedì 11 alle 11 del concordo mondiale dei vini estremi; la degustazione che si svolgerà martedì 12 aprile, all'interno dello spazio eventi del Consorzio Franciacorta delle «riserve di famiglia» dei vini della Montina, tra le più celebri aziende della Franciacorta. E la proiezione a più riprese del film «F for Franciacorta», cortometraggio di una ventina di minuti di lunghezza che rende omaggio a una grande terra del vino non solo lombardo.