La Lombardia vuole bloccare i Pos obbligatori

Con 44 sì e i 16 no di Pd e Patto civico il consiglio regionale ha approvato una mozione del Movimento 5 stelle per sospendere l'obbligo stabilito dal governo per commercianti, professionisti e artigiani di accettare i pagamenti superiori a 30 euro con metodo Pos, accettando carte di credito, prepagate e bancomat. Una sospensione che dovrebbe durare fino a che i costi del servizio non saranno in linea con la media europea. L'impegno chiesto alla giunta regionale dalla mozione, il cui primo firmatario è il consigliere cinquestelle Dario Violi, è non solo di invitare il parlamento alla sospensione dell'obbligo, ma anche di avviare un confronto regionale con le banche sui costi del servizio.
«Combattere l'evasione fiscale e offrire un servizio agli utenti» sono le motivazioni che hanno spinto il Pd a votare contro, spiega il consigliere Raffaele Straniero secondo il quale «l'attivazione delle transazioni tramite Pos costituisce un servizio utile per gli utenti». Per il capogruppo di Forza Italia Claudio Pedrazzini, invece, «oltre a chiedere al governo di ripensare i termini di questo obbligo di legge, visti i costi di installazione dei Pos e le spese di commissione e gestione, proponiamo di trasformare questa ennesima imposizione in un'occasione per rilanciare i consumi permettendo a chi effettua pagamenti tramite Pos di detrarre la spesa effettuata dalla dichiarazione dei redditi». Così facendo «si incentiva la tracciabilità dei pagamenti e quindi contrastiamo l'evasione fiscale, ma al contempo incoraggiamo i consumi detassandoli».